Intesa Sanpaolo, battesimo difficile a piazza Affari

pubblicato: giovedì 04 gennaio 2007 da riva

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Battesimo difficile in borsa per Intesa Sanpaolo: già il primo giorno delle contrattazioni non era andato bene e il titolo aveva perso qualche decimo di punto percentuale al suo debutto a piazza Affari. Ieri poi c’era stata una piccola rimonta (chiusura a quota 5,86 euro, +0,48%) che però aveva visto fra scambi impetuosi passare di mano l’1,25% del capitale circa. Oggi ritornano le perdite e il titolo va in rosso di oltre l’1,7% a metà seduta portandosi sotto i 5,8 euro per azione.

Dopo l’infornata di nomine ai vertici della superbanca, il mercato tiene gli occhi puntati sugli assetti azionari del nuovo gruppo ed è anche probabile che gran parte dei movimenti del titolo in questi giorni derivino da acquisti e vendite di soci forti e di istituzionali. Il nocciolo duro delle fondazioni, che hanno da poco costituito un patto di stabilità col 20,1% del capitale e cementato l’accordo con la clausola del diritto di prelazione, potrebbe vedere qualche piccola variazione. Ieri aveva avuto un certo seguito l’idea che i grandi soci di intesa Sanpaolo arrotondassero le loro quote con le previste cessioni del Santander, che è intenzionato a defilarsi gradualmente da un tavolo dove non ha più peso. Oggi tuttavia le mire sul pacchetto spagnolo da parte delle fondazioni sono state smentite dalla stessa Cariplo (la fondazione è il secondo maggiore azionista del nuovo gruppo con il 4,68% del capitale che dovrebbe portare al 5,6-5,7% comprando dal Credit Agricole le azioni di Cariparma). “La nostra quota è invariata”, ha detto il presidente della fondazione Cariplo, Giuseppe Guazzetti a chi gli chiedeva del Santander.

Anche la Compagnia di San Paolo, primo azionista di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato in passato l’intenzione di arrotondare la sua quota del 7,6% all’8%. Insomma il patto che presto sarà diretto da Franzo Grande Stevens e al quale si affiancherà un secondo patto di sindacato con gli azionisti minori dichiara di volere comprare ma il titolo scende. Si tratterà di una ripicca spagnola? Difficile da dire.

Alla riunione per l’elezione del consiglio di gestione del nuovo colosso mancavano Antoine Bernheim e Giovanni Perissinotto, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Generali che nei giorni del battesimo in borsa della superbanca da 70 miliardi - di cui controllano il 5,5% - hanno deciso di andare in vacanza. In molti sospettano che rapporti troppo stretti fra il Leone e Intesa Sanpaolo possano essere nocivi. Qualcun altro sottolinea invece che è già in atto lo scontro per la guida di Generali fra il suo primo azionista, ossia Mediobanca, e il suo secondo socio a cavallo fra Intesa e altri azionisti amici, insomma il sistema Bazoli. Sicuramente nei prossimi mesi se ne vedranno delle belle.

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