
Oggi Asm perde in borsa circa l’1,4%. La multiutility bresciana in via di fusione con la milanese Aem è appesantita dalla brutta aria che tira per il settore energetico in generale (l’inverno mite lima i guadagni) e da una sanzione dell’Autorità per l’energia in particolare. Si tratta di 1,93 milioni di euro che secondo l’Autorità guidata dal combattivo Alessandro Ortis Asm dovrà versare per inosservanza delle disposizioni tariffarie. Da Brescia hanno già fatto sapere che faranno ricorso e intanto anche altre compagnie più piccole del settore energetico, e del gas in particolare, si leccano le ferite. Sono infatti una decina le società multate dall’Authority per mancata ispezione delle reti di distribuzioni o per inosservanza delle disposizioni in materia di tariffe: il totale ammonta a un sanzione da 2,6 milioni di euro.
Nel frattempo, poco più giù, anche Hera accelera sul dossier Enìa. La vicina dell’energia temporeggia su una eventuale fusione con la multiutility romagnola e si interroga su un’eventuale quotazione che le dia maggior peso contrattuale. Domani è prevista una riunione dei comuni azionisti di Enìa (Parma, Piacenza e Reggio Emilia) che saranno chiamati a decidere in proposito. Quotazione o fusione, questo il dilemma. E intanto gli analisti, che valutano la multiutility di Parma circa tra i 550 e i 650 milioni, avvertono: una fusione creerebbe valore, il settore energetico favorisce le sinergie.