
Oggi Carlo Tassara dovrebbe esercitare all’assemblea di Edison i suoi warrant sui titoli della storica casa dell’energia mettendo in portafoglio 519 milioni di titoli che corrispondono a circa l’11% del capitale del gruppo. Insomma Zaleski, almeno che inaspettatamente non decida di rivendere incassando la plusvalenza da oltre mezzo miliardo, diventerà il terzo azionista dopo Transalpina ed Edf. Secondo quanto previsto dall’aumento di capitale del 2003 al quale risale l’emissione dei warrant su Edison - la maggior parte del portafoglio warrant Zaleski deriva da quell’operazione, mentre il resto è stato acquisito sul mercato - Transalpina dovrebbe, entro la scadenza dei suddetti warrant al dicembre 2007 ridurre la sua quota al 61%. Edf dovrebbe invece passare entro la fine di quest’anno al 20% di Edison. Insomma il peso dei francesi (che di Transalpina hanno la metà del capitale) è destinato a crescere. In soccorso dell’italianità del gruppo interviene il finanziere franco-polacco che, tanto amico di Intesa e di Giovanni Bazoli, diventa ogni giorno di più una casella importante della finanza del Belpaese.
Le novità nel settore delle utilities non finiscono qui però e l’ultima riguarda Enìa. La multiutility tanto corteggiata da Hera da far scendere in campo il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha appena deciso di correre da sola. Il sindaco di Piacenza Roberto Reggi ha dichiarato recentemente che Enìa proseguirà il cammino verso la quotazione.
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