“Sono il misterioso uomo di affari che si aggira per i cieli”. Così la misteriosa new entry del bando Alitalia Paolo Alazraki si è presentata al mercato promettendo quello che nessuno aveva osato promettere finora: nessun licenziamento all’indomani di un’eventuale acquisizione della compagnia. Anzi, ci saranno delle assunzioni. Non si può certo dire che l’imprenditore sessantenne milanese non abbia il coraggio di prendere il toro per le corna, tanto che ha già superato un incontro con i sindacati in cui ha promesso mari e monti, a partire da un’operazione da 5 miliardi di euro (i due per l’opa e il resto per ricapitalizzare la malmessa compagnia di bandiera).
Paolo Alazraki, patron della londinese “Wonders and Dreams”, ceo della Real Dreams Italy (società attiva nel settore del real estate), pensa che Alitalia possa raggiungere il pareggio in 24 mesi. Serviranno soprattutto interventi sui costi con la rinegoziazione di molti leasing, i tagli sui costi correnti e, dopo un anno, la riduzione del costo dei bond che oggi pagano il 7,5% mentre per il debito si potrebbe pagare il 3%.
Una parte fondamentale del piano riguarda le grosse rotte intercontinentali, specialmente per l’America del Sud e per quei luoghi nel mondo dove esistono grandi comunità di italiani.Il consenso del sindacato al suo master plan fra i comprensibili scetticismi è arrivato, anche se i rappresentanti di diverse sigle hanno in vario modo sottolineato come una cosa è dire e un’altra è fare. Per il momento Alazraki, che aveva recentemente lanciato un’offerta su Eurofly lamentando poi che non era nemmeno stata presa in considerazione, vanta l’appoggio di 16 finanziatori. L’imprenditore milanese avrebbe già in tasca le dichiarazioni di intenti di banche e hedge fund estere, ma la cordata è ancora aperta alla partecipazione di finanziatori italiani.
Il misterioso patron di Wonders & Dreams di certo sa come vendere dei sogni, di buono c’è senz’altro che Alazraki ha avuto il coraggio di giocare a carte scoperte. Resta da vedere cosa veramente ha in mano. Da segnalare infine che nelle scorse ore era spuntato il nome di Mario Resca. Starebbe formando una cordata di investitori stranieri interessati ad Alitalia. Che il bando vada deserto è una possibilità che appare sempre più improbabile.
ghirigoro
10 gen 2007 - 14:54 - #1È proprio un balletto: di Rotschild poi ho appena letto un’ANSA interessante che cita il secondo fondo di private equity del mondo, Texas Pacific, che sarebbe initeressato ma già prima di dichiararsi tira sul prezzo. Mai che FT porti buone notizie!
Fra i pretendenti di Alitalia spunta Texas Pacific Group, la società che gestisce il fondo di private equity numero due a livello mondiale. A scriverlo - allungando la lista dei potenziali compratori della società - è il Times, che cita alcune fonti vicine al dossier secondo cui TPG potrebbe svolgere il ruolo di «cavaliere bianco nei confronti di Air France». Secondo il quotidiano londinese, che riporta le indiscrezioni secondo cui Rothschild starebbe formando un consorzio di investitori italiani ed esteri in vista di un’offerta su Alitalia, gli analisti continuano a considerare Air France come il potenziale pretendente con più speranze per acquisire il controllo della società. Ma anche TPG potrebbe farsi avanti - scrive il Times - anche perchè, «a differenza di altri gruppi di private equity, ha un lungo passato fatto di investimenti nelle compagnie aeree», come dimostrano il ruolo svolto nella scalata sulla compagnia australiana Qantas assieme al gruppo Macquarie, o i passati investimenti in Continental Airlines, America West e Ryanair. A quanto risulta al Times, tuttavia, Texas Pacific avrebbe dei dubbi circa i due hub, Fiumicino e Malpensa, utilizzati da Alitalia, e sarebbe «preoccupato per la valutazione di Alitalia pari a due miliardi di euro, che reputa troppo alta». Tanto che una fonte parla di una possibile offerta al di sotto del valore di mercato.
Alitalia, braccia incrociate dopo il no di Bianch
15 gen 2007 - 16:52 - #2[…] Una posizione che molte delle tredici sigle della protesta interne alla compagnia hanno giudicato inaccettabile, sebbene non siano mancati i dissensi interni. Il prossimo 19 gennaio comincerà quindi lo sciopero a oltranza della compagnia e molti temono adesso che una protesta tanto forte proprio nei giorni a ridosso della scadenza del bando, possa nuocere alle trattative e avvantaggiare chi voglia giocare al ribasso nelle offerte. L’immagine che ne viene fuori è quella di un’Alitalia impazzita e ingovernabile che sarà difficile da vendere e da salvare. Non sono pochi infatti quelli che vedono nel rapporto con i sindacati lo scoglio principale contro cui dovrà misurarsi qualunque nuovo azionista o manager. […]
Alitalia, lo sgambetto francese
18 gen 2007 - 10:44 - #3[…] Un po’ di ottimismo suggerisce invece il dietrofront dei sindacati che, ottenuto un confronto con il Governo per il prossimo primo di febbraio grazie a un altro intervento provvidenziale del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, hanno deciso di sospendere lo sciopero annunciato per domani. Nel frattempo fioriscono le ipotesi su nuove e vecchie cordate, da Emirates Airways all’aviolinea cilena Lan, il quotidiano Repubblica parla anche di un interessamento di Chicco Testa nella cordata organizzata (secondo le voci) da Rotschild. Ieri nel frattempo Alazraki ha ottenuto l’ok dei sindacati al suo master plan (non prevede alcun licenziamento e quindi si trattava di un via libera prevedibile). […]
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09 ago 2007 - 19:11 - #4free mature female masturbationfree mature female masturbation