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Bazoli vs Lonati, novità dal dossier Mittel-Hopa

Pubblicato: 11 gen 2007 da Ferry Boat

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Si tratta di uno braccio di ferro al vertice. La conquista di Hopa da parte della concittadina Mittel è una partita tutta politica ma destinata, allo stesso tempo, a ridisegnare gli equilibri finanziari intorno a Giovanni Bazoli. Se l’operazione andasse in porto il nuovo gruppo avrebbe un peso rilevante in Rcs, Generali e in Telecom; quindi nel salotto buono della finanza tricolore potrebbe dire la sua. San Giovanni Bazoli battista della nuova finanziaria ascenderebbe al soglio della presidenza il cui timone potrebbe affiancarsi a quello dorato di Intesa San Paolo: di fatto il professore bresciano acquisterebbe un peso nel mondo bancario nazionale difficile da paragonare a quello di chiunque altro.

Ci sono dei ribelli però a questo piano. Si tratta dell’ex Chicco nazionale che, vinto dalle scalate rovinose di due anni fa, non si dà per vinto, né tanto meno vuole entrare sotto l’ala di un gigante come Giovanni Bazoli. Difficile però che la sua malmessa finanziaria riesca a rimettersi in piedi da sé con i risultati disastrosi di cui abbiamo parlato qualche mese fa e con un piano industriale che sembra più una ritirata che un attacco. Intanto intorno a lui si serrano gli amici di sempre, a partire dai Lonati e, almeno sulla carta, i numeri messi assieme sono troppo grossi per ignorarli.

A Chicco Gnutti, infatti, è riferibile una partecipazione diretta del 2,8% e alla sua cerchia di soci appartiene anche quel 35,4% di Hopa in portafoglio a Fingruppo. Con il controllo di quasi il 40% della finanziaria appare quindi molto difficile che senza l’assenso dei bresciani Bazoli possa fare qualcosa, anche se, in definitiva potrebbe essere solo una questione di prezzo. Mittel valuta 1,3 miliardi di euro Hopa basandosi sul net asset value delle partecipazioni al netto del debito finanziario netto; Gnutti però sembra volere un premio che Mittel non vuole e forse non può (è valutata circa un terzo di Hopa) permettersi.

Il risultato è che le biglie rimangono ferme e anche gli altri azionisti di Hopa (Antonveneta, Mps, Bpi, Unipol) che hanno circa il 30% della finanziaria sembrano incerti sul da farsi per via dei loro differenti prezzi di carico delle azioni Hopa che se garantiscono ad alcuni un guadagno dalla vendita ad altri invece non convengono. Una situazione intricata insomma, anche se dal lato Mittel Romain Zaleski sembra anche pronto a ridurre la propria partecipazione nel futuro ente al 6% (attualmente ha oltre il 20% di Hopa): un sacrificio che indica ancora una volta la sua fedeltà a Giovanni Bazoli.

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