Logo Blogo

L'Ue tira le orecchie ad Eni

Pubblicato: 11 gen 2007 da Yattaman

Commenti dei lettori

L’Eni rispedisce al mittente le osservazioni del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, che ieri ha sottolineato la necessità di una maggiore concorrenza sul mercato del petrolio europeo. In una nota la compagnia fa sapere di essere stata “una delle prime società in Europa ad avviare misure pro-concorrenziali attraverso la separazione, sia gestionale che societaria, di Snam Rete Gas, pur in assenza del recepimento della direttiva gas da parte dell’Italia e in un contesto in cui la maggior parte dei nostri diretti concorrenti in Europa mantengono il controllo sull’intera catena del gas”.

In relazione poi alle specifiche osservazioni di Barroso sulla società italiana, Eni precisa che, dalla metà del 2005, sta avviando diverse iniziative per aumentare la capacità di trasporto dei due principali gasdotti internazionali per 13 miliardi di metri cubi complessivi. La Commissione infatti ha lamentato il controllo da parte di Eni di tutte le infrastrutture di importazione, fatto che impedirebbe lo sviluppo di un contesto competitivo in Italia.


C’è da dire che sul capitolo energia l’Ue sta dicendo tante cose in questi giorni e ha fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas nocivi del 20% entro il 2020 allo scopo di “arginare i cambiamenti climatici”. Nel rapporto sulla questione l’Ue sottolinea il ritardo dell’Italia nell’uso di fonti rinnovabili.

C’è da dire che lo scambio tra la compagnia energetica italiana e la Commissione non rappresenta nulla di nuovo in realtà. Per esempio a fine ottobre l’ad Paolo Scaroni e il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes avevano dibattuto proprio su questo tema e la Kroes aveva già sollevato il problema dello scorporo della rete.

In quell’occasione la Kroes spiegò che “dopo aver effettuato un’inchiesta sulla concorrenza nel settore del gas e dell’elettricità si è visto che c’è troppa concentrazione. La conseguenza è che i protagonisti del mercato possono aumentare i prezzi”. Scaroni rispose che “come ha sottolineato il ministro Amato, la piazza rilevante ai fini dell’Antitrust non è nazionale ma europea, influenzata per di più da due soli produttori: Gazprom e Sonatrach. I prezzi li fanno loro. Per questo è importante che l’UE si doti di un ‘Mister Energia’ con competenze sulle relazioni internazionali”.

Intanto a fine novembre la Commissione europea ha inflitto a Eni una multa da 272,25 milioni di euro, la seconda ammenda più alta di tutti i tempi per casi di cartelli, nell’ambito di una maximulta da 519 milioni di euro comminata anche a Bayer, Shell Dow, Unipetrol e Trade-Stomil per un’intesa sulla fissazione dei prezzi del caucciù sintetico tra il 1996 e il 2002, largamente utilizzato nella produzione di pneumatici. In quell’occasione tra l’altro Bayer beneficiò della totale immunità, evitando la sanzione, grazie alle regole di clemenza previste per le società che per prime divulgano informazioni su un’intesa di questo genere.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
0 commenti

Commenti dei lettori

Inserisci per primo un commento a questo articolo.