Logo Blogo

Bce, tassi invariati

Pubblicato: 11 gen 2007 da Yattaman

Il board della Bce come previsto ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale: rimarranno invariati rispettivamente al 4,50% e al 2,50%. Anche il tasso minimo di offerta applicato alle operazioni di rifinanziamento principali (quello cui usualmente ci si riferisce quando si parla di tasso d’interesse) è rimasto invariato al 3,50%

Le borse europee hanno reagito positivamente alla notizia, anche se si tratta di una decisione prevista e dunque non ha suscitato grande entusiasmo. Il governatore Jean Claude Trichet ha voluto comunque specificare che i passati rialzi hanno avuto un impatto limitato sulla quantità di moneta in circolazione, in particolare su M3. “la crescita annuale dell’M3 è stata del 9,3% a novembre, il tasso più alto dall’introduzione dell’euro”.


Per quanto riguarda l’inflazione, secondo i dati della Bce, “il tasso annuale si attesterà attorno al 2% sia quest’anno che il prossimo”, ha fatto sapere Trichet anche se, ha aggiunto, i rischi rimangono significativi e perciò non è il caso di abbassare la guardia.

Trichet punta il dito sugli squilibri fiscali di alcuni stati e sottolinea che il patto di stabilità forse non è sufficiente a prevenire conflitti e rischi di divergenza monetaria. “La situazione attuale è molto vicina a quella di dicembre e questo fatto è sottolineato anche dalla similarità del comunicato di oggi con quello del mese precedente”.

“La Bce - ha spiegato il governatore - non ha alcun pregiudizio sulle mosse nel medio termine. Non sappiamo a priori cosa faremo tra 1, 2 o 3 mesi. Dipende dai dati e dagli sviluppi”. In ogni caso l’ente monetario “farà tutto il necessario per assicurare la stabilità dei prezzi”, anche se si rendesse necessario “sorprendere i mercati”.

D’altra parte i consumi dovrebbero subire un rafforzamento e la crescita dovrebbe raggiungere il potenziale, grazie all’attuale politica “accomodante” per i tassi. È “cruciale - ha aggiunto Trichet - che le parti sociali continuino a condividere le responsabilità. Gli accordi salariali, in questo contesto, devono tenere in considerazione la produttività”.

Chi invece ha colto di sorpresa i mercati è stata la banca centrale britannica, che ha alzato i tassi dal 5,25% dal precedente 5%. L’inflazione d’Oltremanica continua a correre con un tasso superiore al 2,7% - il livello più alto degli ultimi 10 anni - a causa di una espansione di credito e massa monetaria più alta di quella del consumo. Il rialzo segue quello di novembre, sempre di un quarto di punto, che tentava di “riportare l’inflazione all’obiettivo nel medio periodo”.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
0 commenti

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento