
Brutto inizio di settimana per Alitalia. Il titolo della compagnia di bandiera lascia oggi sul terreno l’1,6% quasi del proprio valore sullo sfondo di indici in rialzo di circa mezzo punto percentuale. In vista della fine del mese e di quel 29 gennaio che dovrebbe portare sul tavolo di palazzo Chigi le offerte sulla compagnia, i sindacati sono scesi sul piede di guerra. Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha detto di no a un incontro con le varie sigle interne di Alitalia per discutere della privatizzazione. La posizione del ministro Bianchi è costretta fra i “vorrei che ce ne stessimo buoni tutti quanti fino al 29 gennaio” e i “se dovessi trovarmi adesso ad un tavolo non saprei cosa contrattare, mi sentirei fare delle domande a cui non saprei rispondere”. Come dire che, finché non arrivano le proposte, non c’è nulla da aggiungere.
Una posizione che molte delle tredici sigle della protesta interne alla compagnia hanno giudicato inaccettabile, sebbene non siano mancati i dissensi interni. Il prossimo 19 gennaio comincerà quindi lo sciopero a oltranza della compagnia e molti temono adesso che una protesta tanto forte proprio nei giorni a ridosso della scadenza del bando, possa nuocere alle trattative e avvantaggiare chi voglia giocare al ribasso nelle offerte.
L’immagine che ne viene fuori è quella di un’Alitalia impazzita e ingovernabile che sarà difficile da vendere e da salvare. Non sono pochi infatti quelli che vedono nel rapporto con i sindacati lo scoglio principale contro cui dovrà misurarsi qualunque nuovo azionista o manager.Nel frattempo venerdì scorso è venuto allo scoperto Carlo De Benedetti e una riunione degli azionisti del suo fondo Management & Capitali (da tempo indicato come possibile offerente) ha partorito una stringata nota in cui si conferma lo studio di un’offerta su Alitalia. È importante evidenziare che la cordata proveniente da questa direzione coinvolge soggetti esteri importanti come Cerberus e Goldman Sach’s, anche Lehman Brothers sarebbe della partita nel ruolo di advisor. All’incontro era presente anche Nerio Alessandri (Finwellness-Technogym) e un altro azionista di rilievo di M&C, il fondo Schroders. Insomma le cordate interessate ad un’offerta si stanno già contando, ma le difficoltà, come visto, non mancano.
Anteprima del commento