
Forse la Roma ha seguito i consigli dell’Antitrust. Di certo oggi la sua giornata sui mercati si è aperta con un comunicato della società che riguarda la creazione della Soccer Sas, il ramo del gruppo che si occuperà intensivamente della gestione del marchio della Roma ossia di quelle politiche di merchandising che la stessa Autorità per la Concorrenza ha raccomandato al mondo del calcio italiano. Alla Soccer Sas è stato conferito il valore di 125 milioni di euro: tutt’altro che bruscolini per una società di queste dimensioni. Novità di oggi è anche un nuovo accordo con l’allenatore Luciano Spalletti.
La novità permette di entrare nel merito della gestione di una squadra sportiva che come tutti i suoi azionisti sapranno ha in comune con le altre quotate del pallone le difficoltà patrimoniali e le peculiarità in un mondo che sembra strano visto dall’economia reale. Il peso degli stipendi dei giocatori, l’importanza dei risultati sportivi e anche una serie di caratteristiche patrimoniali come la mancanza degli stadi rendono diverso il mondo delle squadre da quello delle altre società, almeno per ora.
La Roma, come la Lazio e a differenza della Juventus si trova nella black list della Consob, è obbligata per legge a pubblicare un rendiconto ogni mese della sua situazione patrimoniale per via di alcune difficoltà di bilancio. Dall’ultimo resoconto pubblicato che si riferisce al mese di dicembre vediamo che indebitamento finanziario corrente, per 13,3 milioni di euro. I dati della gestione sono invece aggiornati allo scorso 30 giugno del 2006 e indicano una flessione del 3,6% del giro di affari (fatturato a 128,5 milioni di euro). Il margine operativo lordo si attesta a quota 21,3 milioni di euro (in calo rispetto ai 23,1 del giugno 2005). La società chiude in utile con 0,8 milioni di euro (10,1 milioni di euro) mentre il patrimonio netto, sempre al 30 giugno, si attesta a quota 67,8 milioni di euro con un lieve incremento di 0,8 milioni su base annua.
In realtà però a guardare il titolo si vede subito che le relazioni semestrali o annuali contano fino a un certo punto: l’ondata di acquisti di giugno scorso era sicuramente più influenzata dallo scandalo Moggi che dai dati della società. Così come dopo i ritracciamenti successivi il titolo ha tenuto probabilmente anche grazie al secondo posto (per alcuni deludente) che la squadra ha attualmente nel campionato di serie A.