
Finita una prima fase di riassestamento che ha portato alla nascita di Intesa San Paolo e a nozze più o meno pronte fra Bpi-Bpvn, Bpu-Banca Lombarda e ad altri progetti ancora, in ballo rimangono i dossier più scottanti: dalle solitarie Bpm e Mps ai casi di Capitalia e Carige, passando per la Popolare dell’Emilia Romagna. Una fila di gatte da pelare che si muovono inascoltate fra gli uffici dell’Abi e della Banca d’Italia di Mario Draghi.
Il più scottante di tutti è però il capitolo Capitalia, la promessa sposa di ignoti che, nonostante gli ottimi risultati è in attesa di un partner che le faccia fare quel salto dimensionale ormai improcrastinabile. Oggi stesso si riunirà il patto di sindacato che dovrà decidere del reintegro di Cesare Geronzi, il dominus dell’istituto capitolino allontanato ex lege dopo la condanna per il crack Italcase-Bagaglino.
Il dossier è scottante anche perché Abn Amro, l’azionista pesante di Amsterdam che vorrebbe probabilmente diventare patron della banca, potrebbe cogliere l’occasione per allontanare un fiero avversario della fusione olandese. Il dubbio però rimane anche perché finora Abn Amro ha difeso il management della banca (forse però pensando più a Matteo Arpe che a Cesare Geronzi). In questa manovra anche la Fondazione Fondazione Cassa di Roma ha un ruolo di primo piano nonostante non faccia parte del patto. Il suo no preventivo alla rielezione del presidente Geronzi pesa quanto quel 7,18% del capitale che ha in portafoglio e quindi non è detto che il suo eco non si senta anche alla riunione di oggi. Insomma c’è un clima di incertezza generale di cui oggi soffre anche il titolo con una perdita dello 0,63% che stamani erano anche peggiori.Su un binario parallelo corre anche un’altra quotata del credito, ossia la Cassa di risparmio di Genova. La banca ha infatti registrato il brusco addio di Vincenzo Lorenzelli, il presidente della Fondazione Carige che controlla la stessa banca con una quota del 43,3% del capitale. L’uomo che da tempo guida la fondazione non ha approvato le scelte fatte dagli azionisti che avrebbero proposto una lista in bilico fra i rappresentanti del forzista Claudio Scajola, del governatore diessino della Regione Liguria Claudio Burlando e dell’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco. Insomma ci sarebbe ormai troppo politica nella Carige. La banca che negli ultimi anni si è trasformata in un istituto di dimensioni nazionali però oggi in borsa non sembra soffrire dell’addio e guadagna qualche decimo di punto percentuale. In passato numerose inchieste sull’operato dell’istituto e denunce sulla cronaca locale avevano in effetti minato l’immagine della Carige, tuttavia sembra che l’addio brusco di Lorenzelli avvenuto ieri abbia sorpreso un po’ tutti.
finanzablog
17 gen 2007 - 11:57 - #1[…] […]