Logo Blogo

Fusione Bpi-Bpvn, ecco le truppe cammellate di Gronchi

Pubblicato: 17 gen 2007 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

bpi banca popolare italiana lodi gronchi innocenzi banca d'italia banca popolare di verona e novara fusione draghi dividendo maxidividendo luca goi

«Sono le truppe cammellate di Gronchi», denunciano i soci lodigiani. Si arriva al pittoresco nella descrizione della scontro in atto sulla riammissione di Divo Gronchi al vertice della Banca Popolare Italiana. Oggi un bell’articolo sul quotidiano Finanza & Mercati descrive bene la fronda che sta ostacolando il reintegro di Gronchi dopo la sospensione obbligatoria seguita alle sentenza su crack Bagaglino-Italcase (la stessa di Geronzi e Colaninno per essere chiari).

Nessuno ovviamente mette in dubbio che quella in atto sia una lotta per la poltrona più che una difesa dell’onorabilità della banca, ma l’alibi c’è e le conte sono partite in vista del prossimo sabato. Quel giorno l’assemblea della banca popolare (in essa vige quindi il voto capitario) sarà chiamata a votare sulla riammissione di Gronchi. Il presidente Piero Giarda rivuole l’ad al suo posto, ma molti gli remano contro.

A partire da Luigi Goi (Associazione “Tiziano Zalli”) e dal Comitato Barbarossa. Lo scontro si è concentrato sul voto segreto o palese. Se infatti il voto fosse palese molti potrebbero rinunciare alla dissidenza contro Gronchi o venire allo scoperto. Per questo chi rema contro preferisce il voto segreto (sulla carta quello che dovrebbe essere adottato) per evitare eventuali ritorsioni. Intanto “le truppe cammellate”, ossia i 1700 votanti che sarebbero in arrivo dalla Toscana e che già produrrebbero un’assemblea insolitamente gremita (si parla di 5000 richieste di voto), avanzano. Nel frattempo qualcuno si chiede se dal 25 gennaio prossimo, quando una nuova normativa imporrà il voto palese, questo problema non sarà destinato a riproporsi.

Ma le difficoltà delle nozze fra Banca popolare italiana e Banca popolare di Verona e Novara non finiscono qua. La Banca d’Italia ha appena messo a rischio la struttura dell’operazione poiché il maxidividendo da 2 euro che la Bpi vuole assegnare ai suoi soci avrà un impatto non ammissibile seppure temporaneo sui requisiti patrimoniali del gruppo. In poche parole quegli 1,7 miliardi di euro di esborso metteranno a rischio la banca fino al primo luglio, ossia fino al giorno in cui avrà efficacia la fusione. Dopo tutto rientrerà ampiamente nella normalità, ma questo sembra non bastare ai vigilantes di via Nazionale. Sembra un cavillo, come quello del voto palese o segreto, solo che su simili impedimenti le nozze fra Lodi e Verona potrebbero anche saltare.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
1 commento

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Assestamenti popolari

    18 gen 2007 - 12:44 - #1
    0 punti
    Up Down

    […] A partire da marzo gli sportelli della Banca popolare di Milano dovrebbero essere in grado di proporre prodotti del ramo danni della compagnia di Ligresti, in particolare quelli di protezione delle proprietà dagli incidenti. Sempre in tema di popolari, c’è un’altra novità: Piero Giarda, presidente di Bpi, domani sarà in Banca d’Italia per chiarire la situazione a proposito della fiducia a Divo Gronchi, sospeso dalla presidenza della Popolare italiana in seguito alla condanna per il crack Italcase-Bagaglino. Contro Gronchi, infatti, si sono schierate tutte e quattro le associazioni dei dipendenti-soci, oltre 2000 iscritti. L’assemblea degli azionisti prevista per sabato si annuncia già furiosa.http://www.finanzablog.it/post/2485/fusione-bpi-bpvn-arrivano-le-truppe-cammellate-di-gronchi […]