
Il titolo di Alitalia rimane incollato al prezzo di apertura (di poco superiore all’euro) nell’ultimo giorno valido per la presentazione delle offerte. Il Financial Times pronostica almeno tre offerte per la compagnia di bandiera, mentre il francese Le Tribune non esclude un intervento in seconda battuta di Air France, che potrebbe ritagliarsi un ruolo nella privatizzazione di Alitalia in seguito.
Nel frattempo, a seguito delle richieste della Consob, la compagnia aerea ha pubblicato i dati sulla sua situazione finanziaria. Durante lo scorso esercizio del 2006 sono state registrate perdite per 380 milioni di euro, un rosso esorbitante per alcuni, che però è inferiore alle stime più pessimistiche, che prevedevano perdite d’esercizio da 400 milioni di euro. La compagnia guidata da Giancarlo Cimoli e da Giovanni Sabatini, che sbrigano l’amministrazione ordinaria supplendo alle funzioni piene di un cda decaduto dopo le dimissioni di Jean-Cyril Spinetta, ha mancato una serie di obiettivi che si era posta per la fine dell’anno; in compenso dichiara di avere risorse finanziarie più che sufficienti a far fronte alla gestione dei prossimi 12 mesi (come richiesto per legge).
Le difficoltà sono venute dai numerosi scioperi che hanno penalizzato Alitalia negli scorsi mesi, dai pesanti rincari del greggio durante e dall’incertezza nella guida del gruppo, che ha dovuto approntare lo scorso ottobre un nuovo piano di emergenza. Alitalia si presenta insomma al bando per la vendita con una serie di incertezze e non è ancora del tutto esclusa l’ipotesi che, se dovesse andare male l’asta, la compagnia finisca comunque per dover portare i libri in tribunale o per essere commissariata. I debiti complessivi registrati a fine dicembre hanno sfiorato il miliardo di euro e un nuovo investitore che volesse rilanciare la compagnia dovrà spendere 1,5-2 miliardi di euro per rilevare la compagnia e poi ancora una cifra simile per ricapitalizzarla e riportare equilibrio nei conti.
Fra i candidati finora più probabili spicca AirOne che dovrebbe, in cordata con Banca Intesa, lanciare un’offerta avvalendosi dell’appoggio politico dei Ds. Le difficoltà per la compagnia di Carlo Toto in caso di conquista di Alitalia sarebbero notevoli: oltre a quelle sul fronte della concorrenza (per la sovrapposizione di diverse rotte e per il cambiamento di alleanze internazionali dall’orbita francese a quella dei tedeschi di Lufthansa) AirOne dovrebbe anche trovare il modo di reperire la liquidità necessaria ad un’operazione che sulla carta sembra essere al di sopra delle sue forze.
Un altro probabile acquirente è la Management e Capitali di Carlo De Benedetti, socio nel fondo di turnaround di Diego Della Valle, che avrebbe anche nel corso degli ultimi mesi ottenuto il sostegno di diversi fondi anglosassoni. Fra i probabili candidati c’è poi Texas Pacific Group, un fondo di private equity di statura internazionale che ha già condotto simili operazioni su altri mercati. In questa partita non manca nemmeno il battitore libero: Paolo Alazraki, imprenditore milanese, che ha incontrato più volte i sindacati nel corso delle ultime settimane dopo avere manifestato l’intenzione di creare un’altra cordata autonoma per la conquista di Alitalia. C’è di buono che nei prossimi giorni, con la presentazione delle offerte (che entro le 18 di oggi dovranno essere sul tavolo di Tommaso Padoa Schioppa) dovrebbero diradarsi un po’ di quelle nebbie che le indiscrezioni degli scorsi mesi avevano creato sul caso Alitalia e farsi strada alcune certezze.
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