
Cambio al vertice del Sole 24 Ore. Il consiglio d’amministrazione, chiamato a raccogliere le dimissioni dell’ex presidente Innocenzo Cipolletta passato alla prima poltrona delle Ferrovie dello Stato, ha eletto come numero uno del gruppo editoriale di Confindustria Giancarlo Cerutti.
L’elezione di Cerutti rappresenta un chiaro passo in direzione della quotazione in borsa del Sole 24 Ore. Cerutti, infatti, già membro del board del quotidiano color salmone, è a capo della commissione creata per studiare il progetto di quotazione. Non a caso oggi lo stesso Luca Cordero di Montezemolo, numero uno di Confindustria, ha fatto un intervento molto chiaro durante un convegno alla Luiss. “Come possiamo fare un ragionamento rispetto alla crescita, allo sviluppo di impresa – si è chiesto il numero uno di viale dell’Astronomia - se prima di tutto non ne siamo convinti in casa, se pensiamo che avere il controllo di una casa editrice al 60-70%, significa perdere il controllo delle proprie strategie, del proprio indirizzo?”.
Insomma lo sbarco a piazza Affari del Sole 24 Ore deve essere una priorità. Tre almeno i motivi per quotare il giornale di Confindustria. Il primo è la necessità di reperire risorse per lo sviluppo anche internazionale del gruppo. Il processo di quotazione darebbe anche un assetto, una trasparenza e delle regole indispensabili per lo sviluppo di una testata prestigiosa come il Sole 24 Ore. Infine il sistema delle piccole e medie imprese, tanto importante nel panorama economico italiano, potrebbe in questo modo avvantaggiarsi della notorietà che il marchio raggiungerebbe con lo sbarco sui listini.
Insomma lo strattone c’è stato e, se è da anni che il quotidiano promette di buttarsi in borsa, questa potrebbe essere la volta buona. D’altro canto i più grandi gruppi editoriali italiani sono già quotati e le risorse che il mercato potrebbe fornire ad una matricola dotata come il Sole 24 Ore potrebbero rivelarsi necessarie per quegli investimenti che nell’epoca della convergenza fra le diverse piattaforme tecnologiche e delle nuove sfide informatiche per l’editoria non sono più rinviabili.