
“Non siamo soddisfatti dell’esito” della partita Intesa Sanpaolo. Lo ha detto l’ad di Generali Giovanni Perissinotto. Non che si contesti la fusione a cavallo fra Milano e Torino, anzi la compagnia del Leone l’ha “sempre sostenuta, considerandola un’operazione strategica per l’interesse del Paese”; tuttavia gli stop imposti dall’Antitrust non vanno bene. L’autorità garante per la Concorrenza ha infatti stabilito il taglio di un terzo degli sportelli di Intesa Vita, il progetto di bancassurance tra Alleanza (controllata da Generali) e Intesa. Né piacciono al Leone di Trieste i vincoli imposti ai manager di Generali che sono presenti nei due consigli di Intesa Sanpaolo.
Generali forse sperava di far confluire Intesa Vita in Eurizon. Invece il Garante ha stabilito che i rappresentanti del Leone in consiglio di sorveglianza e di gestione (rispettivamente Bernheim e Perissinotto) non potranno partecipare al voto sulle strategie di Intesa Vita. Secondo il Sole 24 Ore Perissinotto alla presentazione dei dati di Ubs avrebbe criticato l’autorità della Concorrenza affermando che il suo ruolo sarebbe quello di rimuovere le posizioni dominanti che possono nuocere ai consumatori e non quello di imporre il modo in cui il mercato si organizza.
Per colpa di quella Intesa il Leone è sempre piÃ
05 feb 2007 - 16:13 - #1[…] La scorsa settimana si era arrabbiato anche Giovanni Perissinotto. L’ad di Generali, la compagnia assicurativa che tanto ha contribuito a questa fusione, aveva infatti lamentato la durezza dei vincoli posti dall’Antritrust. Come se si trattasse di novità e osservatori di tutte le latitudini politiche e finanziarie non avessero già messo in guardia da un pezzo su quelle rinunce inevitabili per le regole attuali sulla concorrenza… […]
finanzablog
16 feb 2007 - 13:38 - #2[…] […]