
Abn Amro chiude il 2006 con un utile netto di 4,78 miliardi di euro, il 7,6% in più rispetto ai 4,44 miliardi del 2005. I ricavi hanno raggiunto i 22,6 miliardi di euro, +19,6 per cento, grazie “alla crescita organica in tutte le regioni” e “alla integrazione di Antonveneta”, la quale ha realizzato un utile netto di 413 milioni, ben al di sopra dei 400 attesi dagli analisti.
Il risultato operativo si è attestato sui 6,8 miliardi di dollari, il 14,5% in più del 2005, mentre l’utile per azione ha raggiunto i 2,5 euro, contro i 2,43 dell’anno precedente. Il rapporto cost/income è salito al 69,6% contro il 68,3% del 2005 a causa di una crescita delle spese operative “principalmente a causa dell’integrazione di Antonveneta”.
L’ad di Abn Amro Rijkman Groenink ha commentato i dati affermando che in Olanda sono “fiduciosi sul fatto che [il 2007] sarà l’anno dei frutti. Per il gruppo - ha spiegato - frutti significa un utile per azione di almeno 2,30 euro”. “Le priorità chiave - ha aggiunto - saranno il proseguimento della forte crescita organica dei ricavi e ulteriori miglioramenti nella gestione dei costi”.
Per quanto riguarda Antonveneta, ha specificato Groenink, “nell’Investor Day a Padova abbiamo dato target 2007 fattibili sulla base della crescita organica e del piano di sinergie”. Mentre a proposito delle recenti voci di opa sulla banca olandese Groenink ha risposto seccamente: “Vogliamo essere rispettati nel mondo, dobbiamo guadagnarci la nostra indipendenza. Abn Amro non ha bisogno di operazioni straordinarie”. Casomai, ha spiegato saranno loro a cercare qualche preda: “Al momento non abbiamo immediato bisogno di risorse in termini di acquisizioni, abbiamo risorse a sufficienza per la crescita organica. Vedremo più avanti nell’anno”.
A proposito poi della vicenda Capitalia (di cui Abn controlla la maggioranza relativa con il 7,6% del capitale), nella quale il Santander potrebbe insidiare il ruolo dominante di Abn, Groenink ha smentito ogni difficoltà e confermato l’appoggio al presidente del cda Cesare Geronzi. Che a sua volta ha replicato: “Non credo che ci siano motivi di apprensione per nessuno”.