
Guadagna ancora qualcosa Telecom in borsa sulla scia dell’effetto Telefonica: oggi i titoli della compagnia presieduta da Guido Rossi segnano in borsa un rialzo dello 0,2% mentre Pirelli, la società che incasserebbe direttamente da Telefonica in caso di cessione di una quota di Olimpia, vira addirittura al ribasso perdendo lo 0,4 per cento. In realtà la situazione è particolarmente complessa anche perché Pirelli ha in corso altre partite come l’apertura di una linea di credito da 675 milioni di euro che riguarda la controllata Pirelli Tyre. In ogni caso oggi è molto probabile che si scattata qualche presa di beneficio dopo i rialzi di ieri. Più interessante osservare che le ipotesi sul riassetto dell’impero di Marco Tronchetti Provera che da Camfin a Telecom controlla asset che variano dalle gomme ai telefoni rischia adesso di coinvolgere l’asset della rete fissa. In molti infatti prima di chiedersi cosa farà di quasi due miliardi e mezzo di euro che Pirelli potrebbe incassare da Telefonica se questa acquistasse il 30% di Olimpia a 3,5 euro per azioni, si chiedono se il Governo non interverrà in una partita che rischia di riproporre quanto già successo con l’ipotesi di scorporo di Tim qualche mese fa. Già ieri il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani ha detto di ritenere lo scorporo della rete fissa giustificabile solo con motivazioni industriali e non sembra un caso che Telecom, nella nota di ieri in cui si confermava l’esistenza di trattative non esclusive con Telefonica, abbia specificato da subito di voler mettere eventualmente in vendita “una quota di Olimpia tale da non pregiudicare il mantenimento della maggioranza in capo agli attuali soci”: insomma o da soli o con i Benetton manterremo in mani italiane il timone di Telecom.
Un altro aspetto è quello della vendita o meno della rete fissa o di una sua quota a fondi o a soci finanziari. Qui le antenne del Governo sono allerta, ma c’è da dire che da mesi ormai è in atto un costruttivo confronto con l’autorità garante per le Comunicazioni (la cosiddetta Agcom) per la realizzazione di un progetto che metta tutti d’accordo. I molti scommettono sulla possibilità di adattare la “soluzione inglese” di Bt-Openreach al caso italiano, ossia di permettere a Telecom di mantenere la proprietà della rete a patto di operare una decisa scissione gestionale dell’asset delle reti da quello della compagnia telefonica. Due cda, due gestioni e la rete che farebbe le stesse tariffe a Telecom e agli altri concorrenti: funzionerà? Anche questa ancora è soltanto un’ipotesi e intanto ieri una vecchia multa da 23 milioni di euro inflitta proprio dall’Agcom per un riardo nel pagamento di un’altra sanzione, è stata ridotta a 7 milioni di euro, ma va detto che la multa finita in mora era di ben 115 milioni di euro. Forse in futuro un quadro regolatorio più chiaro eviterà abusi contro la concorrenza e multe milionarie: se ne sente l’esigenza da un pezzo.
milla
13 feb 2007 - 13:56 - #1borsa va scritto maiuscolo!!! in più c’è una ripetizione nella prima riga….
riva
13 feb 2007 - 14:02 - #2grazie per la segnalazione Milla: ho corretto la ripetizione. Quanto a borsa, abbiamo deciso di utilizzare la maiuscola solo quando ci riferiamo direttamente alla società Borsa Italiana e la minuscola quando alludiamo alle contrattazioni che potrebbero, d’altro canto, alludere a una qualunque piattaforma di contrattazione anche straniera. Se vuoi la scelta è opinabile, ma ci sembra motivata.
El Chunco
13 feb 2007 - 20:51 - #3come la vedete la difese dell’italianità di telecom?
caller
14 feb 2007 - 12:51 - #4per El Chunco, per me quello che conta è la rete che dovrebbe essere comunque in mani italiane e separata dagli operatori. Certo l’ideale sarebbe anche che ci fosse una compagnia telefonica di rilievo (per il mobile e per il fisso) battente bandiera tricolore. I due problemi sono fusi solo perché in Italia c’è l’anomalia di un operatore che ha anche la rete fissa e nonostante i vantaggi competitivi enormi a sua disposizione riesce pure a passarsela male. Il brutto è che siamo in una fase di riduzione dei margini e di consolidamento a livello europeo e internazionale: servono quindi forti investimenti e progetti vincenti. Marco Tronchetti Provera per ora sembra solo tirare a campare e così non può che finire male.
El Chunco
25 feb 2007 - 20:17 - #5caller,hai espresso a pieno la mia opinione al riguardo.
sandrowind
06 mar 2007 - 23:22 - #6L’ultimo miglio dovrebbe essere scorporato da Telecom e dato in gestione ad una società privata_partecipata da CDP ,in cui i doppini potrebbero essere sostituiti da Fibre ottiche:il Monopolio sull’ultimo miglio è dannoso ai consumatori e a tutto il mercato !!!
Chiediamo troppo a tronchetti?
I danni delle scalate senza “sghei” hanno rovinato il gruppo telecom…..e la politica ne è colpevole alla pari del Marco Provera che si divertirà a valencia a vedere l’inter prima di raggelare tutti noi soci giovedì 8 marzo con il mirabolante piano industriale……speriamo di perdere poco in borsa…
saluti