
Recupera qualcosa il titolo di Tenaris dopo lo scivolone di ieri. Intorno all’ora di pranzo la società guidata dal gruppo Rocca guadagna lo 0,35 per cento, attestandosi a quota 17,99 euro. Ieri invece aveva chiuso a 17,91 euro, in ribasso dell’1,54 per cento. La debolezza del titolo è collegata all’accordo annunciato ieri con l’americana Hydril, società attiva nel settore dei giunti e dei macchinari per il controllo della pressione nell’estrazione dei combustibili fossili. Con la sigla di questa intesa la società italiana allarga le proprie capacità produttive e distributive, ma appesantisce ulteriormente il proprio debito, che valeva già circa 3,6 miliardi di euro prima di questa operazione. C’è da dire che il patrimonio della società al 30 settembre valeva 5 miliardi, il che dava a Tenaris ancora margine di manovra prima di raggiungere il livello cruciale del rapporto debito/patrimonio di uno a uno.
I dubbi del mercato sulla crescente esposizione finanziaria impongono dunque alla società una battuta d’arresto dopo la continua crescita degli ultimi tempi, legata anche alle voci di un interesse del colosso russo Gazprom ad una ipotetica acquisizione del gruppo.
L’accordo deve ancora ricevere l’ok dell’assemblea dei soci di Hydril e, cosa più importante, dell’Antitrust Usa. La società americana ha chiuso il bilancio 2006 con un fatturato di 503 milioni di dollari, con utili operativi per 132,2 milioni e un netto di 91,3 milioni.