Logo Blogo

Bpi, tutti i crucci di Gronchi

Pubblicato: 16 feb 2007 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

gronchi popolare italiana banca divo verona novara generali fiorani fazio

Giorni caldi per la Banca popolare italiana: fra progetti e processi, accordi e disaccordi la partita lodigiana sembra sempre più un fronte caldo su cui si misurano nel bene come nel male tutti i limiti attuali del sistema bancario italiano. Le novità per l’istituto guidato da Divo Gronchi sono diverse. La più recente riguarda l’accordo nella bancassurance firmato insieme alla Banca popolare di Verona e Novara. Saranno Fonsai, per il ramo vita, e la compagnia inglese Aviva, ramo danni per i prodotti di credit protection e di personal protection., i partner assicurativi delle due banche.

La sigla di un accordo comune di Bpi e Bpvn nella bancassurance suggerisce anche che il piano di fusione fra le due banche procede, a dispetto delle perplessità già emerse in passato sulla stampa. Solo qualche giorno fa lo stesso Gronchi aveva dovuto ribadire che sull’accordo con la Popolare di Verona e Novara “non mi aspetto imboscate. È vero che sono nate anche associazioni contro la fusione, ma sono fiducioso sul risultato del 10 marzo”.

D’altro canto le difficoltà dell’incontro fra Verona e Lodi non sono state poche. Basta pensare che colui che ideato questo progetto, ossia Divo Gronchi, ha avuto diverse difficoltà di recente.

Dalla sospensione forzosa dopo la condanna per il crack Italcase, alla consistente fronda interna che sembra una mina coperta di sabbia. Nel frattempo il processo difficile di fusione fra due popolari e il contesto complesso di una concorrenza sempre più spietata. Così, mentre i pm di Milano accusano l’ex governatore della banca d’Italia Antonio Fazio di avere favorito Giampiero Fiorani nella fallita scalata all’Antonveneta; Divo Gronchi si trova costretto a navigare a vista durante la difficile impresa di risanamento che ha ereditato proprio dal fallimento di Fiorani. Tutti ricordi che Lodi vorrebbe seppellire per sempre con il sogno di creare il grande polo popolare a cavallo fra Lodi, Verona e Novara. Il passato però riemerge: in fondo è una grana di cui non si sentiva la mancanza quella che viene da Brescia. La Banca popolare italiana infatti è azionista con il 7,4% di Hopa, la finanziaria bresciana che Giovanni Bazoli vorrebbe sposare con la sua Mittel. L’offerta da 1 euro per azione (è questo il prezzo minimo dichiarato dagli advisor) impatterebbe per 80 milioni sul conto economico e per 46 milioni sul patrimonio netto. Questo nonostante già nel bilancio 2006 Bpi avesse provveduto ad un adeguamento del prezzo di carico al fair value. Insomma, viste le cattive acque in cui naviga la finanziaria che era guidata da Gnutti e che con lo stesso Fiorani aveva tentato l’assalto all’Antonveneta due anni fa, qualche contromisura era stata presa. La Popolare italiana ha messo in conto già qualche perdita e anche su questo dossier preferisce rimanere alla finestra ed aspettare gli sviluppi della vicenda dopo il no di Unipol al piano di Mittel. A quanto pare però certi capitoli sono proprio difficili da chiudere.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
0 commenti

Commenti dei lettori

Inserisci per primo un commento a questo articolo.