Telecom Italia incassa più del 2,1% in borsa stamattina. A quanto pare Telefonica sarebbe pronta a comprare le azioni di Olimpia (la società che la controlla Telecom con il 18% del capitale) anche a un prezzo di 3,2 euro cadauna. Questo ovviamente non potrebbe che avvantaggiare Pirelli e ciò ammortizzerebbe le minusvalenze che le impone un titolo Telecom che a Piazza Affari viaggia sotto i due euro e mezzo.
In realtà anche la telecom spagnola guidata da César Alierta avrebbe tutto l’interesse a entrare come socia di Telecom in questa partita. Secondo alcuni osservatori le sinergie di un accordo Telecom-Telefonica si aggirerebbero sugli 1-1,5 miliardi, al netto per giunta degli interessi in comune in Sudamerica. Insomma anche se Telefonica pagasse il pacchetto Olimpia 500 milioni in più si ripagherebbe nel giro di un anno o giù di lì con le sinergie.
Ma quale sarà al quota degli spagnoli in Olimpia? In realtà anche su questo aspetto cruciale i dubbi abbondano e, nonostante le recenti smentite dello stesso Corrado Passera (ad di Intesa Sanpaolo), le ultime voci rispolverano le ipotesi di un ingresso di Intesa nella partita. Il risultato sarebbe quello di una riduzione della quota da vendere a Telefonica entro una fetta del 12-14 per cento. Ovviamente però anche questi sono rumors. Indiscrezioni sono anche quelle che riguardano gli investimenti minimi programmati per permettere alla rete telefonica quel salto generazionale che appare sempre più inevitabile. Secondo quanto ipotizzato oggi dal Sole 24 ore servirebbero almeno 6,7 miliardi di euro per partorire il next generation network. La nuova rete dovrebbe entro il 2010 dedicare ai servizi per la voce solo il 10% delle proprie risorse (attualmente i servizi telefonici tradizionali ne occupano circa un quarto). Il futuro di questa operazione dipenderà però molto dalla collaborazione con l’autorità delle Comunicazioni: con essa Telecom sta cercando di trovare una soluzione al problema del conflitto di interessi fra la proprietà della rete tlc e l’offerta di servizi sulla stessa. Bisognerà sciogliere prima questo nodo, se si vuole affrontare realisticamente il problema degli investimenti miliardari sulla rete.
Telecom-Telefonica, il fantasma di Autostrade-Abe
20 feb 2007 - 13:26 - #1[…] Tanto più che il presidente del cda Guido Rossi, l’uomo del compromesso tra Tronchetti e Prodi per uscire dalla crisi di qualche mese fa, ha già messo le mani avanti: se l’affare Telefonica dovesse andare in porto, lui non concederà sconti negli accordi operativi e non rinuncerà ad importanti asset industriali. Secondo Repubblica l’accordo porterebbe 500-750 milioni di sinergie per ciascun partner, dunque l’altolà di Rossi probabilmente non scoraggerà gli spagnoli (che di pazienza finora hanno mostrato di averne tanta). Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, nonostante i timori di molti dopo la vicenda Autostrade-Abertis, si dice pronto ad accettare le nozze con un player straniero. Purché “si stabiliscano regole di partecipazione all’acquisto societario di asset fondamentali per la sicurezza dello Stato”. È un si o un no? […]