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Unicredit, per Profumo si può vendere a 9 euro

Pubblicato: 19 feb 2007 da Ferry Boat

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Poco più di una battuta: però basta a confermare il suo approccio anglosassone al mercato (se ce ne fosse stato bisogno). Al settimanale russo Expert Alessandro Profumo, l’amministratore delegato di Unicredit che ha guidato la conquista alla banca tedesca Hvb, ha dichiarato un po’ per gioco e un po’ sul serio che, se per la sua banca giungessero offerte da 9 euro in su, potrebbe anche farci un pensierino.

Si tratterebbe di un premio di circa il 30% sull’attuale corso delle azioni. Ma, per quanto il calcolo sia semplice, nessuno parla seriamente di possibili assedi all’istituto di piazza Cordusio: Unicredit sembra troppo grossa e solida per apparire appetibile. Un problema però ci sarebbe e forse era proprio a questo che Profumo alludeva con la sua boutade.

L’azionariato di Unicredit è suddiviso tra diversi piccoli azionisti, fondazioni soprattutto, che non hanno nemmeno siglato un patto di sindacato: fino a che punto una delle più grandi banche del mondo potrà abbinare una governance solida a una compagine proprietaria tanto fragile? Questo appare oggi il vero dubbio di Profumo. Nel frattempo i complimenti fioccano e in attesa della presentazione dei dati del bilancio 2006 già qualche advisor alza il prezzo obiettivo dei titoli Unicredit. Poco tempo fa infatti gli analisti del Credit Suisse First Boston hanno alzato il target price dell’azione a 7,8 euro dal precedente 7,7.

Insomma i bilanci non sono ancora usciti, ma già si raccolgono i risultati. C’è da dire che in realtà quest’anno la valutazione dei bilanci delle banche sarà complicata dall’adozione degli Ias (nuovi criteri contabili per la redazione del bilancio) e dal terremoto di fusioni e consolidamenti che ha un po’ confuso il quadro. Su una cosa però gli esperti concordano: per i ricavi del mondo del credito quello passato è stato un anno da record.

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