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Bpm: niente ménage a trois

Pubblicato: 19 feb 2007 da Yattaman

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In principio era la doppia coppia: Bpm corteggiava Bper e Bpvn tentava l’approccio con Bpi. Ma a Lodi pare proprio che questo matrimonio non lo vogliano e, dopo aver allontanato già numerosi pretendenti tra cui gli stessi milanesi, i veronesi, la Bpu ed altri ancora, ora sollevano un sospettoso sopracciglio anche verso Bpvn.

Il 10 marzo a Lodi si terrà l’assemblea per l’approvazione della fusione con Verona e Novara. I nodi da sciogliere sono, come al solito, molti: perplessità sui tagli del personale, ancora poco quantificati, e scetticismo sulla distribuzione delle cariche: “Siamo abituati a assemblee difficili”, chiosa l’ad Divo Gronchi. Ma raggiungere il consenso dei due terzi sembra tutt’altro che facile.


Sono i piccoli azionisti quelli più preoccupati. Secondo il presidente della associazione che li riunisce, Roberto Volpe, “traspare più che altro un’acquisizione pura e semplice da parte di Verona, non un’integrazione tra pari”. Le assemblee secondo lo statuto si terranno alternativamente a Lodi, Verona e Novara, ma “è certo - dice Volpe - che quelle che contano davvero, vale a dire le straordinarie, si terranno tutte a Verona”. Poi, dice il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini, “servirebbero maggiori rassicurazioni sulla continuità nel tempo della presenza lodigiana nella governance”: secondo l’accordo Bpi avrà infatti solo quattro (su dieci) componenti nel consiglio di sorveglianza.

La possibilità che salti per l’ennesima volta il matrimonio di Bpi ha fatto pensare a molti che Bpm, Bper e Bpvn potrebbero dare vita ad una “famiglia allargata” e lasciare zitella la bisbetica lodigiana. Nel week end numerose indiscrezioni di stampa hanno lanciato questa ipotesi, che poi forse era anche un suggerimento. Ma oggi la milanese del gruppo ha gelato tutte le speranze che il pubblico riponeva in un possibile lieto fine: “operazioni a tre non sono state immaginate, né tantomeno prese in considerazionne”.

La superpopolare a tre teste secondo la stampa avrebbe avuto anche l’appoggio di Unipol, che avrebbe fornito la “scatola”: una holding cooperativa quotata a cui avrebbero fatto capo le tre società. Ma forse appaiono più appetitose a Milano le nozze con la sola Bper, che libererebbero risorse per 1,4 miliardi di euro, il che consentirebbe un buy back che secondo un analista solleverebbe il titolo di 1,5 euro, portandolo a quota 14-14,5 euro.

Intanto oggi chi a piazza Affari se la vede meglio è Bpi, che porta a casa tre quarti di punto percentuale a metà pomeriggio attestandosi a quota 11,98 euro. Bpm, invece, trascinata dalle incertezze, lascia sul terreno lo 0,9% fissandosi sui 12,75 euro. Bpvn per parte sua guadagna poco più di un punto percentuale e veleggia sui 24,21 euro, mentre Bper porta a casa l’1,25% raggiungendo la soglia di 21,05 euro.

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • allstars

    20 feb 2007 - 14:01 - #1
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    Bpm: niente manage a trois

    peccato solo che in francese si dice menage a trois e non manage a trois…

  • yattaman

    20 feb 2007 - 14:35 - #2
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    L’ho corretto, grazie per la segnalazione.

  • Anna Esposito

    08 nov 2007 - 17:54 - #3
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    Posso chiederle gentilmente di dirmi il titolo e l’autore del dipinto la cui immagine è riportata nel post? Grazie.