Colpo di scena. Arpe rimane amministratore delegato di Capitalia. Il titolo festeggia con uno strappo al rialzo del 4,68% che lo riporta sopra i 6,9 euro e la riunione del patto di sindacato che doveva sigillare l’espulsione del numero due di via Minghetti si è risolta in una specie di pacca paterna di Geronzi sulla spalla del figliuol prodigo Arpe. Il preludio lo si è letto sulla stampa stamattina con una lettera indirizzata proprio al presidente della banca capitolina firmata dallo stesso Arpe. “Tutte le persone di Capitalia si sono comportate in buona fede e a nome loro e mio mi scuso se, per qualsiasi errore compiuto, non è apparso chiaro ed evidente” concludeva la missiva del giovane e ribelle amministratore delegato.
Il presidente Geronzi ha benignamente accolto le scuse del dott. Matteo Arpe e l’assemblea del patto ha espresso piena e unanime soddisfazione. Insomma è finita in telenovela, verrebbe quasi da spendere qualche lacrima. Le azioni di Capitalia escono nel frattempo alla grande dall’ottovolante dei giorni passati. La contesa capitolina era rimbalzata sulla stampa internazionale e aveva coinvolto anche la stessa Abn Amro, prima azionista di Capitalia che ieri aveva guadagnato il 6,1% in borsa con il 5,22% del capitale scambiato (record assoluto per l’olandese del credito, mentre oggi Abn Amro segna un +1,31 per cento e dimostra di vincere comunque).
Momenti di particolare emozione si sono visti anche oggi con il picchetto di un centinaio di dipendenti a sostegno di Matteo Arpe davanti alla sede della banca in contemporanea alla riunione del patto di sindacato. Mentre si teneva l’incontro che doveva decidere del suo destino (e sembrava deciso al pollice verso) fuori accadeva un evento unico nella storia bancaria italiana. Mai si era vista una manifestazione dei colletti bianchi a favore dell’amministratore delegato.
Secondo più di uno al picchetto di oggi “il dottor Arpe ha trasformato un baraccone in una storia di successo”. Insomma anche le banche hanno un cuore e tra miseria e nobiltà da domani Cesare Geronzi e Matteo Arpe riprenderanno a lavorare gomito a gomito.
cesant
23 feb 2007 - 10:51 - #1il nodo è “politico” più che finanziario… se Capitalia si fondesse con Antonveneta, finirebbe sotto il controllo “totale” di Abn e quindi la stessa si ritroverebbe con un ruolo di peso in Mediobanca.
per salvare capra e cavoli la mossa potrebbe essere di trasferire la quota di Mediobanca in mani “amiche” e poi far fondere Capitalia con Padova.
Cercasi cordata disponibile a tirare fuori la fresca… firmato Cesarone Geronzi.
finanzablog
23 feb 2007 - 13:41 - #2[…] […]