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Eni, 2 milioni di barili al giorno entro il 2010

Pubblicato: lunedì 26 febbraio 2007 da Yattaman

Il nuovo piano industriale 2007-2010 presentato venerdì da Eni prevede un piano di investimenti per la crescita di tutte le divisioni: nel settore della produzione di idrocarburi l’obiettivo è quello di superare nel 2010 i 2 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno, con un tasso di crescita medio annuo del 3% (da mantenere fino al 2013).

Gli investimenti per la produttività si concentreranno in Nord Africa, Africa Occidentale e Mar Caspio. Secondo la società il giacimento di Kashagan (sul Caspio) produrrà a regime (ma l’estrazione inizierà solo nel terzo trimestre 2010) oltre un milione e mezzo di barili di petrolio equivalente al giorno.

Eni prevede una crescita del cash flow del 3% all’anno fino a raggiungere i 2,1 miliardi di euro nel 2010 grazie ad una serie di investimenti nel settore gas. Sul mercato italiano la società ha in programma di lanciare un’offerta integrata di gas ed elettricità sfruttando l’ampio bacino di utenza nel gas e le attività di generazione di energia. Il Cane a sei zampe ha avviato una riorganizzazione dei processi dalla quale conta di ridurre i costi di 1 miliardo di euro entro il 2010.


Gli asset petroliferi congolesi che venerdì Eni ha rilevato dalla francese Maurel & Prom hanno un valore di 1,434 miliardi di dollari. Ma per la società del cane a sei zampe le cose si stanno complicando: la britannica Burren Energy, una delle società partner, sta infatti pensando di esercitare il diritto di prelazione sul giacimento M’Boundi. “Ci stiamo pensando molto seriamente” ha dichiarato l’amministratore delegato di Burren Energy, Atul Gupta. La società inglese potrebbe infatti decidere di aumentare la sua quota nel giacimento, che fa parte delle attività che rilevate da Eni. In tal caso Eni vedrebbe sfumare l’operazione.

E a Piazza Affari il titolo continua a soffrire: neanche gli ambiziosi obiettivi indicati nel piano strategico sono riusciti a risollevare una situazione che potrebbe farsi preoccupante. Quella appena trascorsa è stata una settimana decisamente negativa, chiusa in flessione del 2,5%.

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