
Enel rilancia il nucleare in Slovacchia. L’investimento complessivo sarà di 3,2 miliardi di euro entro il 2013 per la costruzione dei reattori tre e quattro (da 440 mw ciascuno) dell’impianto nucleare di Mochovce. I lavori dovrebbero iniziare nella seconda metà di quest’anno e terminare per il 2012. La centrale, non lontana da Bratislava, è di Slovenske Elektrarne (primo operatore slovacco e secondo dell’Europa centrale), che è controllata al 66% da Enel. I due nuovi impianti raddoppieranno la potenza complessiva del sito nucleare.
L’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti e il presidente Piero Gnudi hanno incontrato il ministro dell’economia slovacco Lubomir Jahnatek, al quale hanno illustrato i piani di sviluppo della società. La delegazione slovacca sarà stasera a cena dal presidente Napolitano, occasione alla quale saranno presenti anche i vertici di Enel.
Per la cronaca il progetto è ampiamente criticato da Greenpeace, secondo la quale lo studio di fattibilità del progetto di completamento della centrale di Mochovce non sarebbe stato ancora completato e i reattori che l’Enel ha intenzione di realizzare sarebbero simili ai due reattori già presenti nella centrale (reattori ad acqua pressurizzata sviluppati in Unione Sovietica di tipo VVER-440/213, considerati secondo l’organizzazione poco affidabili). Inoltre, dice Greenpeace, i rendimenti non coprirebbero le spese di realizzazione: “I costi che l’Enel andrà a sostenere per questa operazione sono ingenti e saranno in parte contenuti solo grazie agli aiuti (diretti o indiretti) provenienti dallo stato slovacco”.
Intanto per Enel è arrivato il via libera dell’Antitrust all’uscita dal capitale di Weather. La Weather II, holding finanziaria lussemburghese dell’imprenditore egiziano Naguib Sawiris (che già controlla il 71,1% di Weather) acquisisce così il restante 26,1% fino ad oggi in mano ad Enel. Decisione scontata. Una curiosità invece che coinvolge sempre la società dell’energia riguarda Sanremo: il festival sarà alimentato esclusivamente da energia “verde”, proveniente esclusivamente da acqua, sole e vento e senza alcuna emissione. Risultato di un accordo tra il teatro Ariston ed Enel, che sarà valido per tutto il 2007.
Giuseppe Onufrio
28 feb 2007 - 12:04 - #1Va aggiunto alla notizia, che dopo la riunificazione della Germania, un reattore dello stesso tipo di quelli che ENEL dovrà completare a un costo di 1.6 mld euro per 816 MW totali, fu chiuso pur essendo appena entrato in funzione. Per altri tre reattori la costruzione fu bloccata - di terza generazione. più rceenti rispetto a l precedente di seconda generazione - per ragioni di sicurezza e di costi. Ma questo gli investitori italiani non lo sanno.