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Sogefi, lavoriamo solo se c'è margine

Pubblicato: 02 mar 2007 da Yattaman

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“Possiamo spendere fino a 300-350 milioni di euro” per acquisire una società “intorno ai 500-600 milioni di fatturato”. Lo ha detto l’ad di Sogefi Emanuele Bosio allo Star Conference in corso da ieri a Milano. “In Asia”, ha aggiunto il numero uno della società, “sarebbe interessante comprare gruppi giapponesi. Ma è un mercato chiuso. Meglio l’Europa o al massimo gli Usa”.

Il progetto di acquisizione allo studio della compagnia di componentistica per auto è rivolto “tendenzialmente ad aziende che vanno già bene”. Di più Bosio non vorrebbe aggiungere, “le trattative non si annunciano e non si commentano”, ma qualcosa gli scappa: “In Corea abbiamo individuato target che fanno utili con buone quote di mercato”, aziende “da 20-30 milioni di turnover”.

L’amministratore delegato ha poi annunciato la nuova strategia della società: evadere solo gli ordini che offrono redditività e tagliare il resto. Niente eccezioni a questa regola: per esempio “rinunciamo - ha detto - a 15 milioni di fatturato con Iveco per ragioni di margine”. La crescita di Fiat, spiega, non ha un effetto trainante su Sogefi. Con Fiat c’è poco margine e dunque il fatturato verso il Lingotto è cresciuto solo del 5,5% nel 2006. È invece il mercato del Sud America a spingere la società: “Abbiamo resistito alla crisi del 2001 - spiega Bosio - e ora siamo in pochi sul mercato”, oltre naturalmente alla solita Cina, che registra una crescita del 20 per cento. Bosio ha comunque aggiunto che nella prima parte di quest’anno sono calati gli ordini dei due principali clienti di Sogefi: Ps Auto (marchio Peugeot e Citroen) e Renault. I francesi hanno avuto un calo degli ordini, mentre anche dagli Usa c’è stato qualche passo indietro per via delle difficoltà di Ford.


Il nuovo corso della strategia societaria ha dato i suoi frutti: nel 2006 il fatturato è calato a 1,02 miliardi (-0,5%), ma sono aumentati l’ebitda (128,5 milioni, +1,3%), l’ebit (83,5 milioni, +3,1%) e l’utile netto (50,8 milioni, +13,7%) rovesciando così la classica piramide della crescita in cui spesso il movimento più debole è proprio quello netto. “Il minor ricorso al debito - aggiunge Bosio - ha ridotto l’incidenza degli oneri finanziari”: la posizione finanziaria netta è passata da un passivo dai 167,3 milioni di euro di fine 2005 ai 126,3 di fine 2006.

Per gli obiettivi 2007-2010 l’ad di Sogefi ha annunciato una “crescita organica” a parità di perimetro, intorno al 2-3% annuo. Per quanto riguarda quest’anno “abbiamo realizzato in queste settimane la prima joint venture in Cina sui filtri e altre due in Corea, una sempre sui filtri e l’altra sulle sospensioni”. È importante essere in Corea, ha commentato Bosio, perché “i coreani producono quattro milioni di veicoli e stanno conquistando quote di mercato in tutto il mondo”. Per il biennio 2008-2009 Sogefi ha in programma altre due joint venture in India su filtri e sospensioni.

Bosio ha poi annunciato il dimezzamento della produzione di due impianti in Italia (altri due sono già stati chiusi), ma non ha aggiunto altro, “non ne possiamo parlare perché i sindacati non sono ancora stati informati”, e l’individuazione di tre nuovi siti produttivi in Corea. Inoltre la società sta lavorando alla realizzazione di prodotti con alcune materie plastiche innovative, che potrebbero prendere il posto dell’acciaio, per i quali B&W e Audi “hanno già mostrato molto interesse”. Ma di vedere i primi risultati “non se ne parla prima del 2010″.

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