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Ducati, ottima ripresa

Pubblicato: 02 mar 2007 da Yattaman

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Milano, piazza Affari - “Non c’è alcun contatto né interesse a una trattativa con Piaggio”. Federico Minoli, numero uno di Ducati, è stato deciso nella smentita di questo rumors che dava le due case motociclistiche prossime a un accordo e ha aggiunto “non prevediamo acquisizioni”: insomma la strategia è quella della crescita organica.

“Veniamo da un periodo difficile” ha ammesso Minoli, “ma questa è una nuova partenza per Ducati”. Il riferimento è chiaro a quanti seguono la compagnia: a fine 2005 il fondo Tpg a dicembre 2005 ha venduto le sue quote di controllo a un gruppo di fondi esteri. Da allora effettivamente la Ducati, che navigava in brutte acque, sembra essersi ripresa. La cosa è confermata dalla riduzione della perdita d’esercizio dai 41,5 milioni di euro del 2005 agli 8,5 dell’anno scorso e quella del debito da 137 a 54,2 milioni di euro. In generale la redditività del gruppo sta crescendo (l’ebit tornato positivo a 27 milioni e ha incrementato la sua marginalità sui ricavi) e la situazione patrimoniale sembra assai più equilibrata con un riduzione del rapporto debito/patrimonio da 1,18 a 0,28.


Fondamentale è l’internazionalizzazione di Ducati. Nel giro di un anno circa gli Stati Uniti potrebbero diventare il primo mercato di riferimento: lo scorso anno le immatricolazioni negli Usa sono cresciute del 16,9% mentre in Italia si sono ridotte del 3,9 per cento. Da questo punto di vista la debolezza del dollaro ha penalizzato un po’ i ricavi, ma il management ha spiegato che poiché la distribuzione americana ha prezzi più elevati, in prospettiva se il dollaro si rafforza si avranno ricavi inaspettati, ma se si indebolisce ancora la società premerà con la distribuzione locale per mantenere intatti i propri margini.

La cosa su cui da sempre la casa delle motociclette rosse preme è però la qualità del prodotto (il 65% del capex va al settore Ricerca e sviluppo). “Non abbiamo alcuna intenzione di concorrere nel mercato di massa” spiega con una nota d’orgoglio Minoli illustrando le linee guida del prossimo 2007. “Punteremo sul marchio, gli accordi di marketing e il settore corse - spiega – ma cambieremo il prodotto dal punto di vista del design e delle caratteristiche”. In effetti la Ducati ha appena deciso di riprendere la produzione per il mercato una moto gp, la Desmosedici, per vedere come va. I volumi di vendita attesi non sono elevati, ma la redditività del prodotto è alta.

Il nuovo gioiellino della società è la 1098, per la quale, dice Minoli, “siamo inondati dagli ordini”. In effetti una delle caratteristiche del bilancio della casa dei motori desmodromici è quella di avere aumentato le vendite e di avere avuto nei mesi scorsi anche qualche difficoltà a causa dell’impennata della domanda. In cassa ci sono comunque 80-90 milioni di euro di disponibilità finanziaria mentre la liquidità è sui 290 milioni di euro. A chi chiede se l’azionariato è stabile Minoli risponde con un “sì” molto tranquillo: “Hanno realizzato notevoli plusvalenze”.

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