
È perfino buffo quello che sta succedendo fra Enel Endesa ed E.on. Di fatto si ripropone quello che era successo con Suez-Gas Natural. La faccenda sembra solo più complicata in quanto non avendo trovato un investitore in patria Madrid sembra aver deciso di avere affidato lo scudo contro i tedeschi di E.on a un altro straniero, ossia a Enel. Nessun osservatore onesto dubita del fatto che gli interessi che oggi si scontrano siano politici e che le leggi del mercato siano state chiaramente piegate a questa esigenza. Così, quando mercoledì scorso la Commissione europea ha dichiarato che si tratterebbe di una vicenda relativa solo al mercato, di fatto ha applicato una norma incontestabile e allo stesso tempo riportato alla concreta sede del dibattito (i governi) il problema.
Intanto anche stavolta la polemica è scoppiata nel territorio della “preda salvata”, cioè in Spagna. I timori sono rivolti ovviamente agli italiani. Non possono certo decidere a Roma delle nostre bollette, mormorano gli oppositori all’intervento di Enel, e il Partido Popular, oggi all’opposizione nel parlamento di Madrid, ha denunciato un concerto fra i governi ai danni di Endesa. Il Pp ha persino richiesto il lancio dell’opa perché il 24,9% di Endesa, che è nel portafoglio di Enel, sarebbe, unito a quel 3% dell’azienda pubblica spagnola Sepi, superiore alla soglia del 25% del capitale che sotto i Pirenei obbliga all’offerta pubblica di acquisto.
Insomma il teorema è questo: Enel è dello Stato italiano, Sepi di quello spagnolo. Visto che si sono accordati e superano insieme il 25 per cento lancino un’offerta.Il ministro dell’Economia spagnola Pedro Solbes che oggi e domani parlerà a Madrid con il suo omologo italiano Tommaso Padoa-Schioppa forse sta affrontando la questione in queste ore. Enel, d’altra parte, ha le sue questioni da porre, anche perché avere quasi il 25% del capitale di Endesa non le permette (ancora) un corrispettivo in rappresentanti al consiglio di amministrazione e attualmente anzi i suoi voti coprono solo il 3% del capitale. Questo perché Enel controlla già un’altra azienda energetica spagnola (Viesgo) e perché, essendo pubblica, è un’azienda particolare.
Nel frattempo la stampa tedesca riporta l’ipotesi di una controffensiva di E.on, che non ha affatto l’intenzione di rinunciare a Endesa. I tedeschi in poche parole a questo punto starebbero iniziando a comprare azioni Enel e questo giustificherebbe anche il fatto che oggi con un mercato in negativo la società guidata da Fulvio Conti guadagna lo 0,7% e stamattina faceva anche meglio.