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Per Axa la Vita a Siena costa cara (1,1 miliardi), ma il Monte dei Paschi ci guadagna

Pubblicato: 06 mar 2007 da Ferry Boat

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Sembra oramai in dirittura d’arrivo la vendita di una quota di controllo di Mps Vita ad Axa. Ieri la banca senese ha confermato che le trattative con il colosso francese delle assicurazioni sono a questo punto esclusive. Axa era rimasta in campo insieme a Aegon (compagnia assicurativa olandese azionista fra le altre cose di Abn Amro) e alla fine ha strappato a Giuseppe Mussari numero uno del Monte dei Paschi di Siena l’esclusiva delle trattative. Voci ancora non confermate dicono che sia stata la consistenza dell’offerta, si parla di 1,1 miliardi di euro, la discriminante che ha spostato il baricentro della scelta verso Parigi. Aegon avrebbe messo in campo una proposta da 700-800 milioni di euro che però avrebbe accompagnato a proposte industriali più interessanti. Alla fine ha vinto il vil denaro dunque e Mps Vita passerà probabilmente sotto il controllo del gigante francese guidato da Henri de Castries, che dovrebbe rilevare una quota fra il 50 e il 51% di Monte dei Paschi Vita.

Axa ha già una sua rete di distribuzione in Italia forte di 800 consulenti e di 475 promotori finanziari. I dettagli dell’operazione sono ancora da definire ma in giornata la stessa Rocca Salimbeni dovrebbe aggiornare il mercato sui suoi progetti.

Nel frattempo può essere utile esporre i risultati appena usciti di Monte dei Paschi Vita. L’utile netto ha raggiunto i 49,8 milioni di euro nel 2006, con un incremento del 51,4% su base annua, meno eccitante ma comunque positivo il risultato della controllata irlandese Monte dei Paschi Life che segna un incremento negli utili dell’1,4% e incassa un utile netto da 28 milioni di euro. Bisogna però anche evidenziare che la raccolta premi nel 2006 mostra un corposo decremento del 32,9% su base annua a poco meno di 3 miliardi di euro: un risultato in parte attribuibile agli ottimi risultati del 2005 e anche alla flessione generale del mercato assicurativo nel ramo vita durante il 2006. Il Roe delle due compagnie vita collegate si attesta intorno al 15,1 per cento.

L’operazione costituisce un successo per Giuseppe Mussari che riesce a mantenere l’impegno di chiudere la cessione della quota di Mps prima della presentazione dei dati del bilancio 2006 prevista per il prossimo 22 marzo. Stamane in borsa Monte dei Paschi di Siena - che potrebbe deconsolidare dal proprio bilancio la nuova joint venture a chiusura dell’operazione - incassa un rialzo dell’1,3% sovraperformando notevolmente l’S&P/Mib che cresce invece dello 0,7% dopo giorni di dure perdite.

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