
Segnali di distensione sul dossier Enel-Endesa da Dusseldorf. Il numero uno della compagnia energetica tedesca E.on Wulf Bernotat è da mesi impegnato in una difficilissima battaglia per la conquista di Endesa, ma dopo lo spiazzante intervento di Enel che ne ha blindato la proprietà comprandone quasi un quarto ha deciso di scendere a più miti consigli tendendo una mano all’Italia e dichiarandosi favorevole a “contatti con Enel”.
“Gli eventi della scorsa settimana non ci fermeranno - ha comunque precisato Bernotat - lavoriamo con immutata energia per convincere gli azionisti di Endesa dei vantaggi della nostra offerta”. Sembra difficile infatti la rinuncia a un progetto di conquista da 41 miliardi di euro che includeva un’opa su Endesa da 38,75 euro per azione. Pare chiaro però che a questo punto bisognerà fare qualche passo indietro.
Il primo è stato la rinuncia da parte di E.on a una importante modifica dello statuto di Endesa in caso di raggiunto controllo della compagnia. Secondo le regole attuali, infatti, anche se E.on raggiungesse una quota di maggioranza del capitale di Endesa, avrebbe comunque diritti di voto pari al massimo al 10% del capitale. Insomma vengono ridimensionate le aspirazioni al controllo gestionale e il primo effetto di questa decisione secondo la stampa spagnola si è già visto.
Endesa ha infatti annullato la convocazione della prossima assemblea degli azionisti prevista per il prossimo 20 marzo. In quell’occasione Enel e Acciona, che con più del 20% del capitale a testa sono attualmente i maggiori azionisti di Endesa, avrebbero portato al timone un consiglio d’amministrazione di loro gradimento. Sarebbe stato, a quanto pare, per Madrid un male minore di un cda tedesco; ma, vista la rinuncia di E.on, si tratta adesso di un sacrificio che si può posticipare.
Nel frattempo dalla Commissione europea arriva una ulteriore bocciatura delle dure condizioni che il Governo Spagnolo e la Cnmv (la Consob madrilena) avevano imposto all’offerta di E.on. C’erano già state diverse polemiche fino all’invio da parte di Bruxelles di due lettere di messa in mora rivolte alle autorità spagnole. Adesso, se quei paletti non cadranno entro una settimana, ossia se il Governo non fornirà entro breve alla Commissione delle dimostrazioni convincenti riguardo alla cancellazione di quegli ostacoli, l’autorità per la Concorrenza guidata da Neelie Kroes potrebbe deferire il governo Zapatero alla corte di Giustizia europea. Si tratta di un rimedio estremo che comunque da entrambe le parti si vorrebbe evitare e le novità di oggi sembrano muoversi in questa direzione. Nessun legame ci sarebbe fra questo out out e il recente intervento di Enel in Spagna.
Nel frattempo l’invito di E.on a discutere con Enel del futuro della sua quota in Endesa ha i connotati di un’offerta. C’è anche chi facendo due più due ha riportato parte della partita in corso in Italia sottolineando che Endesa Italia (all’80% di Endesa e al 20% della bresciana Asm) potrebbe essere un asset interessante da contrattare. Qualcuno stamane ha chiesto a Renzo Capra, il numero uno di Asm Brescia, se la partita spagnola di Enel non complicasse le già lunghe nozze fra Asm e Aem, ma lui ha rifiutato ogni commento in proposito. Intanto Enel ed E.on guadagnano in borsa: Enel segna in queste ore un rialzo di circa l’1,6%, mentre E.on incassa oltre il 2,2 per cento. Meno bene Endesa che perde qualche decimo a Madrid: che il mercato dia per scontato un accordo italo tedesco? Di certo contribuisce al successo di E.on anche il balzo dell’utile netto a 5,1 miliardi di euro dopo un incremento dei profitti del 32 per cento.