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Tenere Telecom in Italia, si tratta sul prezzo

Pubblicato: 14 mar 2007 da Yattaman

Il centro di tutto è Cesare Geronzi. Roba da non credere. Sarebbe lui a condurre la partita per mettere insieme una cordata di banche in grado di rilevare il pacchetto di partecipazione di Marco Tronchetti Provera in Telecom. Si tratta di acquistare l’80% di Olimpia, la holding - controllata per l’altro 20% dai Benetton - cui fa capo il 18% della ex monopolista dei telefoni. Il problema naturalmente è il prezzo: Tronchetti Provera vorrebbe portare a casa i 3 euro ai quali ha in carico le azioni, ma le banche non sarebbero disposte a mettere più di 2,6-2,7 euro. Della partita sarebbero - oltre a Capitalia - Intesa Sanpaolo e Mediobanca, forse anche Generali e Monte dei Paschi. E a tirare le fila dell’operazione che deciderà il destino del gigante Telecom sarà Geronzi. L’Italia è senza speranza.

Comunque a palazzo Chigi l’operazione sarebbe piuttosto gradita. Il timore del Governo è infatti che la società telefonica finisca in mani straniere. E si sarebbero già fatte avanti la indiana Hinduja e la russa Afk Sistema. Il ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani è l’unico ad essere sceso in campo apertamente e finora ad aver risposto altrettanto apertamente è stato solo Alessandro Profumo. Con un secco no. L’amministratore delegato di Unicredit ha spiegato che le prospettive del gruppo sono “a est in modo consistente. Il valore dei nostri asset - ha aggiunto - in Russia ammonta a 4 miliardi di euro: e questo è importante perché spesso si parla di sistema bancario italiano come poco internazionale”. Insomma, la sua banca non difenderà Telecom dai russi. Piuttosto, andrà in Russia a prendere qualcosa in cambio.


L’ipotesi di una cordata di istituti di credito, comunque, fa storcere il naso a molti. Sarà necessario un partner industriale. E il primo nome a spuntare è stato quello dei Benetton. In effetti già ieri Gilberto Benetton, presidente di Edizione holding ha detto: “Il patto con Pirelli prevede che in caso di vendita dobbiamo vendere anche noi. Ma diversamente da Pirelli siamo disposti a fare qualche altro discorso. Dipende da chi subentra”. La soluzione tecnica potrebbe essere un acquisto da parte della famiglia che attualmente controlla Autostrade del resto di Olimpia finanziato da un prestito convertendo sullo stile di quello concesso a Fiat nel 2002. Per ora al quartier generale di Ponzano Veneto le bocche sono cucite. Qualcuno ipotizza anche una uscita dei Benetton da Autostrade per prendere il controllo di Telecom. Per Prodi sarebbero due piccioni con una fava.

In realtà su Telecom farebbe volentieri un pensiero anche Mediaset (e questo invece sarebbe l’incubo del centrosinistra): “Magari potessimo, ma non credo che ce la faranno fare” ha detto oggi il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. “Avrebbe anche senso”, ha aggiunto ma è da escludere perché “ci vorrebbero investimenti che non finiscono più”, oltre il fatto che “Telecom ha in pancia tre reti televisive” (La7, Mtv e Qoob, trasmessa sul digitale terrestre) “e questo potrebbe creare qualche ostacolo dal punto di vista delle leggi esistenti”.

Aggiornamento delle 18.30: Benetton smentisce l’intenzione di raggiungere il controllo di Telecom: “Saremo uno dei soci, non saremo il socio di riferimento”. Non solo ma, aggiungono da Ponzano Veneto, “certamente non cresceremo” in Olimpia. Nel caso in cui poi non fosse la cordata di banche italiane a conquistare Olimpia ma un gruppo straniero “è difficile fare ipotesi al buio: bisogna capire innanzitutto se saremo graditi al nuovo azionista” e quale sarà il nuovo piano di sviluppo. Insomma le banche avrebbero in Benetton un partner industriale, ma non disposto ad assumere il timone. Basterà?

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • cristianshow

    15 mar 2007 - 18:33 - #1
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    Secondo me, viste in quali acque naviga la Telecom, se Provera riesce a incassare 2,5/2,6 euro ad azione deve ringraziare solo la buona sorte. E’ di oggi la bocciatura di JpMorgan a 2,1 euro.

  • Spigo17

    16 mar 2007 - 14:38 - #2
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    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 mar - Goldman Sachs ha tagliato il target price delle azioni ordinarie Telecom Italia a 1,84 euro da 2,07, per uno sconto del 14% sugli attuali corsi di Borsa. Abbassato a 1,66 euro anche
    l’obiettivo di prezzo delle azioni risparmio. Sul giudizio pesa la decisione di Telecom di non pensare a immediate contromosse “per bilanciare l’impatto del decreto Bersani”.
    Goldman Sachs ha anche rivisto al ribasso del 4,1% a 12,48 mld di euro il target Ebitda 2007.

    Appoggio decisamente l’ipotesi Intesa SanPaolo, affiancata da un partner industriale credibile..
    E’ oggettivo che la gestione MTP sia stata un disastro.
    Avanti il prossimo, grazie

  • cristianshow

    16 mar 2007 - 18:07 - #3
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    Hai ragione, il piano Intesa-San Paolo è più credibile rispetto all’impalcatura Capitalia-Meiobanca-Generali e, vuoi mettere le capacità di Bazoli con quelle di Geronzi?
    Cmq, sappiamo che la triade Bazoli-Passera-Salza è in ottimi rapporti con i Benetton e quindi mi sembra più verosimile che restino come partner industriali all’interno di Olimpia.
    Sulle voci della possibilità che Mediaset scenda in campo nutro svariati dubbi, visto che telecom ha in pancia La7, Mtv e un canale digitale si andrebbe contro il garante alla concorrenza.
    Avanti il prossimo, no perditempo.
    grazie

  • sandrowind

    16 mar 2007 - 22:38 - #4
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    Si va verso la Pubblic Company come doveva esserlo sin dall’inizio !
    Vedem e sperem in ben

  • Matteo S

    21 mar 2007 - 22:32 - #5
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    Occorre PRIMA di tutto verificare attentamente l’operato del management telecom.
    Ci sono delle inchieste penali in corso e gravi irregolarità. Dov’erano questi manager?
    Bisogna poi verificare i risultati industriali di telecom. Perdita totale di credibilità sia presso i clienti (che se potessero fuggirebbero a gambe levate) che presso gli investitori (vedere grafico di borsa) e strategia basata unicamente su prodotti/servizi da propinare attraverso un marketing molto più che agressivo (infatti buona parte dei manager provengono da INFOSTRADA) senza investimenti sulla tecnologia, sulla rete, sui servizi reali al cliente. Sembra che vogliano spremere il più possibile finché dura, poi qualcun’altro vedrà.
    Come dare ancora fiducia a questi amministatori?

  • ezio

    28 mar 2007 - 16:36 - #6
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    attenzione a fregare la gente, che poi si arrabbia….

  • sandrowind

    10 apr 2007 - 21:46 - #7
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    Domani in assemblea vedremo cosa ha partorito il capitalismo italiano per avere il controllo di TItalia:non sarà ancora un bel topolino ?

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