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Asm propone una ricca cedola e un buy back del 5%

Pubblicato: 16 mar 2007 da Ferry Boat

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Scatto in borsa per Asm che incassa oltre il 3% sulla prospettiva di un buy back del 5% da 34,7 milini di euro. Renzo Capra, presidente della multiutility bresciana, si è presentato oggi agli analisti con un bilancio 2006 da capogiro e ha promesso agli azionisti della sua compagnia un dividendo da 15,5 centesimi in aumento del 19,2% su quello del 2005.

Il conto economico di Asm presenta ricavi superiori ai due miliardi di euro cresciuti nel corso dello scorso esercizio del 22,1 per cento. Incrementi a due cifre anche per l’ebitda volato a quota 381,2 milioni di euro (+12,5%) e per l’ebit che raggiunge i 244,3 milioni di euro (+17,5%). L’utile netto raggiunge i 238,3 milioni di euro con un incremento del 12,2 per cento. Cresce il debito finanziario netto a sopra gli 800 milioni (circa 100 milioni in più rispetto al 2005), ma anche il patrimonio netto che passa da 1,4 miliardi a 1,53 migliai di milioni: la situaizone partimoniale del gruppo è insomma solida. Nessun accenno alle difficoltà che le nozze con Aem stanno incontrando. Rimane spinoso il problema del concambio che Aem vorrebbe meno legato ai valori di borsa e più vicino al valore reali degli asset, mentre Asm (che in un anno ha segnato un total shareholder return1 del 64,5%) vorrebbe più basato sulle quotazioni dei rispettivi titoli. Altro problema nelle nozze energetiche fra Brescia e Milano è quello della governance che Asm vorrebbe duale e Aem invece di tipo tradizionale. Tutte incertezze che alla fine hanno fatto slittare l’incontro fra i sindaci delle due città (e maggiori azionisti dei due gruppi) previsto in precedenza per il prossimo 22 marzo.

Meno chiaccherate sono invece le difficoltà che Asm (e molte sue colleghe) incontrranno con la scadenza nel 2008 degli incentivi Cip6 che aiutano la redditività del termovalorizzatore di Brescia. Altre criticità comuni al settore derivano dalla riduzione dei margini unitari e dal nuovo generale contesto normativo che in molti casi rischia di comprimere i margini delle multiutility italiane.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • cesant

    16 mar 2007 - 19:15 - #1
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    Up Down

    la fusione sa da fare…. questo è stato deciso ai piani alti.
    nel breve-medio termine la cosa importante sarà arrivare alla fusione, per i margini futuri è inutile fasciarsi oggi la testa (Cip 6 in primis).
    la distribuzione di un ricco utile a Brescia non farà altro che alzare il P/E della società avvicinandolo ad Aem e quindi favorendo di fatto la fusione.
    per la governance si troverà una mediazione.

  • naked female wrestling

    10 ago 2007 - 23:36 - #2
    0 punti
    Up Down

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