
Mentre il mercato scommette su Telecom e la porta vicina a quei 2,82 euro per azione offerti a Pirelli da AT&T e America Moviles, il mondo della politica esprime più di una preoccupazione. Il rischio concreto è infatti quello di un passaggio in mani straniere della prima compagnia italiana di telecomunicazioni e l’atmosfera che si respira a Roma è perfettamente descritta dalle parole di Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, che ha espresso “grande, anzi grandissima preoccupazione”, pur ribadendo la massima attenzione al dossier.
Sebbene le trattative comunicate da Pirelli abbiano le caratteristiche di esclusività e permettano alla Bicocca di assorbire gran parte dei danni subiti dal downtrend di Telecom in borsa, non è ancora sicuro che quel pacchetto del 18% di Telecom che ne permette il controllo e che è detenuto da Pirelli e da Benetton passi in mani straniere. Esiste infatti un diritto di prelazione sul capitale di Olimpia da parte di Mediobanca e Generali che è previsto nel contratto di Pirelli con AT&T e America Moviles. I due big della finanza tricolore hanno insomma ancora il diritto di comprare Telecom, ma dovrebbero fare un’offerta da 2,82 euro per azione al netto dell’indebitamento della stessa Olimpia. In questo caso inoltre la Bicocca dovrebbe corrispondere 16 milioni di euro a ciascuno dei due operatori stranieri come risarcimento. L’impalcatura messa su da Marco Tronchetti Provera per vendere le quote di Telecom prevede anche che AT&T e America Moviles non firmino alcun patto parasociale una volta acquisiti i due terzi di Olimpia.
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