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Telecom, il mercato si fa prudente

Pubblicato: 11 apr 2007 da Yattaman

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Il mercato boccia Telecom oggi in borsa: -1,4% a metà seduta per il titolo a Piaza Affari, si ritorna a quota 2,35 euro. È difficile tenere conto di tutti i rumors spalmati sulle colonne dei giornali, ma qualche considerazione sembra comunque doveroso farla. Innanzitutto i rimasti in campo per la conquista della società sembrano solo due. Nonostante la nomina di Merrill Lynch e Societé Generale quali advisor di Telecom Italia per la valutazione delle “diverse opzioni strategiche”, saranno probabilmente solo AT&T-America Movil, magari con l’aiuto di Intesa San Paolo e di Mps da un lato e Telefonica-Mediobanca dall’altro a contendersi la compagnia che possiede la rete e la maggiore fetta del mercato tlc in Italia. Perché? Perché, almeno a livello europeo l’ipotesi Deutsche Telekom è stata smentita dai diretti interessati (e la società ha già detto di essere interessata, visto anche il proprio debito, ad acquisizioni di stazza più piccola) né sembrano più probabili ipotesi del tipo France Telecom o, peggio ancora, British Telecom. Questa almeno l’ipotesi di alcuni analisti finanziari che ritengono anche che i 2,82 euro per azione di Telecom offerti dagli americani siano davvero fuori da ogni considerazione di mercato, anche se comunque il premio di controllo stabilito dall’accordo è di certo appetibile.

A dire il vero visto che la società non prevede un andamento del 2007 particolarmente brillante anche i prezzi di questi giorni appaiono un po’ gonfiati ed è probabile che il titolo quest’anno scenda ancora ben al di sotto dei 2,35 euro di oggi, questo sempre secondo alcuni analisti che attribuiscono solo alle speculazioni sulle offerte in corso il rally di Telecom Italia a Piazza Affari. Difficile in effetti ipotizzare che gli investimenti da 6,5 miliardi per i prossimi decenni previsti per l’ammodernamento della rete, la tensione competitiva nel settore e le difficoltà di creare valore nel breve termine possano garantire una rimonta del titolo a breve. Almeno che Telefonica non sfoderi un’offerta davvero interessante per i piccoli azionisti. A guardare però la storia di questa compagnia negli ultimi dieci anni, fra privattizzazioni e passaggi di mano, l’interesse dei piccoli investitori è stato spesso aggirato: come evidenzia Giuseppe Oddo, che sul Sole 24 Ore racconta delle dimissioni di Marcello Messori dopo che la Olimpia di Tronchetti e dei Benetton aggirarono legalmente l’opa sulla compagnia, ancora oggi e probabilmente in futuro basterà davvero poco per tenere in pugno la più importante società di telecomunicazioni italiana. In fondo le nuove offerte si concentrano anche oggi su Olimpia e quindi fuori dal mercato, di offerte che premino gli azionisti invece che i vari Pirelli e Benetton neanche l’ombra per ora.

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