
Ha ottenuto il 10 aprile il via libera di Consob alla pubblicazione del prospetto informativo per la quotazione a piazza Affari. Prysmian, attiva nel settore di cavi e sistemi per l’energia e le telecomunicazioni, è nata con l’acquisizione della relativa divisione del gruppo Pirelli da parte di Goldman Sachs. Attualmente possiede 54 stabilimenti in 34 paesi. Meno del dieci per cento dei ricavi sono generati sul mercato italiano. La compagnia sbarcherà a piazza Affari il 3 maggio. L’Offerta pubblica di vendita è partita oggi e si concluderà venerdì 27.
La forchetta di prezzo sarà compresa tra un minimo di 13,25 e un massimo di 16,75 euro, cifre che valorizzano la società rispettivamente 2,385 e 3,015 miliardi di euro. Ai tempi dello spin off da Pirelli (luglio 2005) Prysmian è stata valutata 1,3 miliardi di euro. L’offerta riguarda 72 milioni di azioni, 57,6 dei quali (pari all’80%) riservati agli investitori istituzionali. Il flottante sarà pari al 40% del capitale, frazione che potrebbe raggiungere il 46% nel caso di esercizio integrale della greenshoe. Curiosità, nel cda compare tra gli altri Wesley Clark, generale in pensione ex comandante delle forze Nato in Europa dal 1997 al 2000, nel periodo della guerra in Kosovo.
Nel 2006 la società ha chiuso con oltre 5 miliardi di fatturato, 371 milioni di euro di ebitda, 89,1 di utile netto. Secondo le proiezioni la società potrebbe generare nel 2009 ricavi per 5,45 miliardi con un margine operativo da 518 milioni e un utile netto pari a 226 milioni di euro.
Il debito netto potrebbe scendere a 386 milioni di euro, dagli 879 milioni di fine 2006. L’operazione di quotazione sarà guidata da Jp Morgan e Mediobanca, oltre alla stessa Goldman Sachs.
ezio
17 apr 2007 - 17:15 - #1zigo, zigo, zago.
ollo
24 apr 2007 - 16:35 - #2potrebbe…… intanto lo scorso anno l’aumento di fattuarato è dovuto quasi per intero all’aumento dei prezzi dei metalli sapientemente ribaltati sul prodotto e non a volume….
il 28 febbraio la posizione finanziaria netta è già salita a 1.024 milioni di euro
e leggendo il prospetto informativo i convenants del debito lasciano poco spazio agli investimenti….
già il prezzo è caro con multipli tirati al massimo come se fosse una società ad alte prospettive di crescità, ma se dovessero scendere significativamente i prezzi dei metalli aiuto ricavi, marginalità e rientro del debito…
da maneggiare con cura