Il mercato sconta tutto. Questo assioma dell’analisi tecnica trova anche oggi una sua puntuale verifica nell’andamento a piazza Affari di Italease e Fondiaria Sai. Ieri la banca del leasing e la compagnia assicurativa della famiglia Ligresti hanno siglato un importante accordo che però oggi si rispecchia sul mercato con un andamento asimmetrico dei due titoli coinvolti. Mentre a metà seduta Italease guadagna oltre due punti percentuali, le azioni Fondiari Sai dopo qualche piccolo guadagno in mattinata perdono circa un decimo di punto percentuale al giro di boa. Perché questa divergenza? Semplicemente perché il nuovo accordo, che di fatto sancisce la vendita di un 50% di Banca Sai da subito e di un ulteriore 20% fra un anno e mezzo, è un deal molto positivo per Italease e tutto sommato poco “price sensitive” per Fonsai.
Ciò non deriva solo dal fatto che la compagnia assicurativa abbia delle dimensioni molto maggiori di quelle di Italease ma anche dal fatto che i 71 milioni di euro pagati da questa a Fonsai (nonostante la plusvalenza di 11 milioni per il gruppo dei Ligresti) siano stati tutto sommato una somma contenuta, se non addirittura conveniente per Italease.
Qualcuno potrà sicuramente obiettare che Banca Sai è un progetto che va in perdita e che impegna una rete di circa 1.400 promotori che è di fatto inutilizzata e poco efficiente. Questo è senz’altro vero. Si potrebbe aggiungere che Fonsai ha fatto la scelta strategica di dirigersi verso la rete dei carrozzieri e di impiegare con questo nuovo deal anche la rete distributiva di Italease, insomma probabilmente il nuovo accordo si rivelerà, da un punto di vista industriale, positivo negli anni anche per il gruppo dei Ligresti.
Bisogna però sottolineare anche che in termini di mercato il deal per il gruppo di Ligresti non ha un impatto sull’eps (earning per share) superiore al 3-4% da qui al 2011-2012. La Fondiaria, da qui ad allora, sarà impegnata in partite ben più impegnative come per esempio quelle per il mantenimento di clienti importanti come la Banca popolare di Verona e Novara e Cariparma (gruppo Credit Agricole).
Entrambi gli accordi di bancassurance andranno in scadenza entro la fine del 2007 ed entrambe gli accordi difficilmente saranno rinnovati alle stesse condizioni. Per quanto riguarda la Bpvn probabilmente questa deciderà di fare un’asta per strappare le condizioni più convenienti a un eventuale nuovo partner: se si considera che gli investitori stranieri per ora sono pronti a strapagare pur di un mettere un piede in Italia (Mps Vita docet) è facile fare il pronostico che questa partita non sarà tanto semplice per la Fondiaria.
Idem per Cariparma per cui è in agguato il pericolo che i nuovi proprietari del Credit Agricole decidano di gestire in proprio i prodotti assicurativi. Insomma nuvole nere all’orizzonte e lo scenario di un mercato sempre più competitivo ed europeo. Difficile in questo contesto mantenere in portafoglio le perdite di Banca Sai.
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