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Fiat: Sergio alla guerra

Pubblicato: 14 mag 2007 da Ferry Boat

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La vendita di Chrysler al fondo Cerberus per 5,5 miliardi di euro ha portato il sole sulle borse internazionali per il settore auto. Passa così di mano l’80,1% del gigante dell’automotive e scompare lo storico accordo fra Chrysler e Daimler, la società che ha venduto a Cerberus pur mantenendo una piccola quota nella ex controllata.

Il deal sembra però piacere al mercato che premia i titoli del venditore Daimler con consistenti rialzi. Le buone novità danno slancio anche a Fiat, le cui azioni in queste ore guadagnano più dell’1,2% e si portano a ridosso di quota 21 euro. Bisogna però sottolineare che gli ultimi giorni per il Lingotto sono stati pieni di dichiarazioni impegnative dell’amministratore delegato Sergio Marchionne: “Fiat è risanata ed entro il 2010 farà anche qualche acquisto” ha dichiarato il manager a una conferenza tenuta presso l’università milanese Bocconi.

Nel 2010 i ricavi della casa torinese dell’automobile dovrebbero raggiungere quota 70 miliardi di euro ma già oggi, con la capitalizzazione di borsa raggiunta, il gruppo sarebbe in grado di comprare un gigante americano come General Motors o Ford: un’operazione che realizzerebbe il sogno di Marchionne di fare un ingresso in grande stile nel mercato statunitense.

Dà un brivido pensare che solo un paio d’anni fa un’affermazione del genere sarebbe stata presa dai brokers come una barzelletta. Bisogna stare in guardia però: l’aggueritissima concorrenza dei produttori orientali, dal Giappone alla Corea e ora anche alla Cina, punta a conquistare quote di mercato sempre più consistenti anche in Europa.

Non a caso il modello industriale a cui lo stesso Marchionne ha dichiarato di ispirarsi è quello della Toyota: “Un modello in cui non vengono fatti errori”. Di certo insomma il futuro promette sfide difficili per il Lingotto, anche se le soddisfazioni non mancano. Per esempio si è saputo da poco che la quota del mercato europeo di Fiat ad aprile supererà l’8 per cento. Denaro anche dai mercati sudamericani dove i margini di crescita continuano a essere vertiginosi. A fronte di un mercato brasiliano in crescita del 38% su base annua, Fiat ha potuto aumentare il suo giro d’affari nel paese Carioca del 29% raggiungendo una quota di mercato di ben il 24 per cento. E c’è già chi incassa, a partire dalla holding della famiglia Agnelli, Ifil, che stamattina ha dichiarato di avere realizzato utili per 87 milioni circa, in crescita di una ventina di milioni grazie soprattutto proprio all’apporto di Fiat.

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