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Alitalia si fa bella, forse un altro pretendente

Pubblicato: 16 mag 2007 da Yattaman

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Si fa strada l’ipotesi dell’ingresso di Monte dei Paschi di Siena nella cordata per Alitalia guidata da AirOne. Siamo però alle “primissime valutazioni”, mancano ancora “elementi precisi sulle modalitá e le caratteristiche” della possibile operazione. A dirlo è stato lo stesso direttore generale di Mps, Antonio Vigni, nel corso della conference call sui dati trimestrali.

Una delle possibilitá sarebbe quella di una partecipazione di Rocca Salimbeni direttamente in Ap Holding, la societá che controlla AirOne: “Stiamo valutando questo progetto - ha spiegato Vigni - ma ancora non ci sono elementi precisi sulle modalitá e le caratteristiche dell’intervento”, ma di più non ha voluto dire: “Lo valuteremo con attenzione ma non possiamo fare alcuna disclosure perchè siamo alle primissime valutazioni”.

L’offerta di Carlo Toto sarebbe in pole position. Ieri infatti il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha fatto sapere che “un paio - delle tre - offerte sono altamente competitive, anche se entrambe da migliorare”. Ha poi specificato di riferirsi ad AirOne e ha lodato un “fondo americano che ha risanato diverse grandi compagnie”. I grandi esclusi insomma sarebbero i russi di Aeroflot, in cordata con Unicredit.


La particolaritá è che l’offerta degli americani (insieme a Matlin Patterson e Mediobanca) prevede, secondo le indiscrezioni della stampa, la cessione delle azioni a zero euro, mentre il nuovo proprietario si impegnerebbe a lanciare un aumento di capitale per finanziare il rilancio della societá. Questo, tra l’altro, consentirebbe al subentrante di diluire la propria partecipazione fin sotto il 30%, evitando così l’obbligo di opa. Una procedura usuale negli Usa, ma controversa in Italia, dove potrebbe anche risultare illegittima.

Intanto il ministro per le Politiche Comunitarie Emma Bonino sottolinea in un’intervista su Repubblica che “La posta in gioco non è l’onore della patria, ma di vedere colare a picco la compagnia, nonchè la fornitura di un servizio essenziale e strategico”. D’altra parte, continua Bonino, “non mi pare che l’italianitá sia garanzia di sviluppo, di capacitá competitiva, di soliditá gestionale, visto che è tutta italiana la responsabilitá del disastro attuale”.Ma neanche le buone notizie da palazzo Chigi e la trimestrale in netto miglioramento rispetto alle attese salvano il titolo dal rosso: le azioni Alitalia perdono oltre il 3% con volumi da 27 milioni di pezzi, in linea con la media degli ultimi 30 giorni.

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