Logo Blogo

Bpm-Bper, per il mercato il concambio pesa su Milano

Pubblicato: 17 mag 2007 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

bpm bpem mazzotta leoni fusione merger concambio mercato banche denaro scambi stock exchange popolare emilia romagna milano sinergie

Giornata grigia in borsa per la Banca popolare di Milano. La popolare guidata da Roberto Mazzotta sembra avere finalmente raggiunto un’intesa con la Banca popolare dell’Emilia Romagna, ma stamattina – nessun comunicato ufficiale è ancora uscito – il quotidiano MF ha acceso subito le candeline sulla torta.

L’accordo preso da Mazzotta e da Guido Leoni, secondo il quotidiano, prevede un concambio da 1,7 azioni Bpm per ogni titolo Bper: per gli analisti è una valutazione che a Milano non conviene e il mercato sembra condividere portando il titolo della popolare milanese a perdere circa l’1,7% fin dall’apertura delle contrattazioni.

In realtà anche Repubblica, che stamattina dedica all’argomento una pagina, parla di un range fra 1,65 e 1,75 euro, perciò le conclusioni del giornale diretto da Ezio Mauro non sembrano tanto diverse. Il problema è che secondo l’agenda dei due cda entro lunedì questo nodo gordoniano dovrà essere reciso e le due banche dovranno presentare al mercato un progetto dettagliato che permetta di archiviare anche questo dossier o almeno di incanalarlo verso una soluzione.

Secondo la stampa il grosso dei problemi sarebbe stato risolto. La sede della nuova banca lombardo-emiliana sarà fissata a Modena. Il board dovrebbe essere presieduto dallo stesso Roberto Mazzotta, Guido Leoni sarà l’amministratore delegato, mentre i patti sulla governance prevedono una distribuzione col bilancino delle cariche operative e dei poteri e un equilibrio fra i due poli sorvegliato per almeno sei anni.

Ieri un’agenzia batteva che secondo McKinsey le sinergie fra le due banche cooperative dovrebbero aggirarsi sui 390 milioni di euro, di cui 260 deriverebbero dal taglio dei costi. Insomma il puzzle della sesta banca italiana per numero di sportelli e della terza superpopolare dopo Banco Popolare e Ubi dovrebbe essere quasi completo. A Milano, però, non si festeggia ancora.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
5 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • aleph69

    17 mag 2007 - 15:25 - #1
    0 punti
    Up Down

    salve, volevo chiederti se ti risulta che da luglio enterà in vigore la riforma delle aliquoote sui titoli di Stato? E se questa novità è oggetto di discussione, o di preoccupazione, tra voi addetti ai lavori,
    gsto lavorando a un articolo giornalistico
    grazie

  • aleph69

    17 mag 2007 - 15:26 - #2
    0 punti
    Up Down

    salve, volevo chiederti se ti risulta che da luglio enterà in vigore la riforma delle aliquoote sui titoli di Stato. E se questa novità è oggetto di discussione, o di preoccupazione, tra voi addetti ai lavori,
    gsto lavorando a un articolo giornalistico
    grazie

  • riva

    17 mag 2007 - 16:06 - #3
    0 punti
    Up Down

    Salve Aleph69. La riforma delle aliquote dei titoli di Stato è parte di un dibattito molto ampio e complesso. Le aliquote in questione non sono infatti altro che quelle tassazioni del 12,5% sulle rendite finanziarie di cui si è tanto parlato nei mesi scorsi. Il progetto iniziale era quello di portare l’aliquota al 20 per cento della media europea. La vicenda si è arenata alle camere, anche se sembra che lo scorso 24 aprile abbia ripreso l’avvio il disegno di legge delega. Una soluzione definitiva al problema sembra ancora lontana, ma di certo nei mesi scorsi gli operatori di borsa e gli investitori hanno risentito molto degli annunci su tutti i giornali di un cambiamento tariffario sulle rendite finanziarie che poi non è stato mai approvato. I grossi investitori hanno spesso fatto ricorso a fondi esterovestiti e ad altri stratagemmi per aggirare questo problema, i piccoli hanno chiesto consiglio e spesso sono rimasti col dubbio che la legge cambiasse o meno da un giorno all’altro. D’altra parte la materia è particolarmente complessa e coinvolge una infinità di questioni. Per approfondirla forse l’ideale sarebbe chiamare un esperto di diritto tributario; anche i gestori potranno sicuramente dare un’idea delle reazioni degli investitori a queste ipotesi. In ogni caso è bene ricordare che il popolo dei Bot oggi è in proporzione molto più piccolo di quello di dieci o venti anni fa.

  • aleph69

    17 mag 2007 - 16:50 - #4
    0 punti
    Up Down

    ecco, quindi non è passato in finanziaria, c’è una legge delega ma deve ancora passare in Parlamento, questo volevo capire, grazie
    sto preparando un pezzo sulla fuga dei capitali all’estero, dai dati dell’Uic risulta che nel 2006 non è aumentata, ma sono diminuiti gli investimenti esteri sul portafoglio italiano, insomma, si investe meno su titoli italiani, tu hai un’idea? grazie ancora

  • riva

    17 mag 2007 - 17:06 - #5
    0 punti
    Up Down

    Secondo me dovresti chiamare un paio di gestori e chiedere loro: forse potrebbero dare una prospettiva diversa ai tuoi dati.