Nuovi massimi storici per Mediobanca che in apertura di ottava ha superato il top del 6 marzo a 18,36 euro. L’andamento positivo delle sue partecipazioni (Generali ieri era al di sopra dei 32 euro) ed il ruolo nevralgico che l’istituto di Piazzetta Cuccia potrebbe rivestire nel corso dei prossimi mesi, quando le operazioni di fusione tra alcune delle principali banche italiane delle quali per ora si parla cominceranno a farsi veramente, spingono verso l’alto il titolo. Del resto settimana scorsa Alberto Nagel, direttore generale di Mediobanca, alla luce dei buoni risultati semestrali, aveva affermato “siamo più fiduciosi di raggiungere gli obiettivi del piano a tre anni, anche se una rondine non fa primavera”. Secondo Nagel le principali aree di attività della banca dovrebbero fornire buoni risultati anche nella seconda parte del 2006, magari con una contrazione rispetto ai primi sei mesi, ma in ogni caso in linea con le attese. Questi elementi spiegano il buon andamento del titolo. La lettura del grafico dice invece quale potrebbe essere il primo target verso il quale i prezzi si stanno dirigendo: tra giugno 2005 e febbraio 2006 il titolo si era mosso nell’ambito di una fase laterale la cui ampiezza, ora che il lato superiore della congestione è stato superato, proiettata verso l’alto, dovrebbe indicare una resistenza per il prossimo futuro. Il target calcolato con questo metodo è a 19,60/70 euro, con una prima resistenza intermedia a 18,70.
La congestione che ha seguito il superamento del lato alto della fase laterale sembrerebbe aver permesso al titolo di riequilibrare la precedente condizione di ipercomprato (l’RSI a 14 giorni aveva disegnato un doppio massimo al di sopra di area 70 nella seconda metà del mese di febbraio). In ogni caso eventuali flessioni non sarebbero da considerare preoccupanti a meno che i prezzi scendano al di sotto di area 16 euro, dove transita la media mobile a 200 sedute, supporto dinamico messo alla prova da tutti e tre i minimi di ottobre, dicembre e gennaio.