
Continua l’attenzione del mercato per Gemina. Il titolo della società che controlla gli Aeroporti di Roma rimane nel mirino dei compratori che, nonostante le smentite di Macquarie, scommettono ancora su un’opa da 4 euro sulla società. Nell’ultimo mese il titolo Gemina è passato da tre euro a tre euro e mezzo, mentre la rottura del no di Macquarie al piano industriale di Maurizio Basile sembra ancora ben lontana dall’essere sanata. Nel frattempo i Romiti hanno lasciato ogni carica nel consiglio di Gemina, in decisa frattura con il resto dell’azionariato e molti li danno per schierati con Macquarie.
La posizione degli australiani rimane al centro della scena. Possiedono già quasi il 45% di Adr, ma questa quota non gli permette il controllo: serve quindi un grimaldello che gli permetta di ottenere il controllo effettivo della società e perciò stanno sondando il mercato alla ricerca di alleati che regalino anche un sigillo di “italianità” alla loro impresa. Stamane Finanza & Mercati parlava di contatti avviati con Astaldi, che però per adesso preferirebbe tenersi lontana da una partita fin troppo torbida.
Intesa Sanpaolo avrebbe invece, secondo indiscrezioni, già dato la sua disponibilità a una alleanza “australiana”. Nel frattempo appare sicuramente difficile trovare una mediazione che eviti la guerra aperta fra i vari azionisti di Gemina, dai Benetton al fondo Clessidra. L’incarico è stato affidato al britannico Karl Mackie, che per la prossima settimana dovrebbe esprimersi, mentre l’esito definitivo è atteso a metà luglio. Nel tentativo di ricomporre i dissidi si starebbe spendendo anche Salvatore Ligresti, azionista di Gemina con il 3% del capitale, che vorrebbe anche lui evitare lo scontro.
In realtà a guardarla da fuori però questa battaglia sembra pronta ad esplodere. Il patto di sindacato di Adr prevede che in caso di contesa fra gli azionisti si giunga a un’asta al rialzo che sicuramente farebbe lievitare il prezzo delle offerte. Certo Macquarie non avrebbe grossi problemi in un simile frangente viste le munizioni a sua disposizione, ma in questa prospettiva potrebbe giudicare più conveniente il lancio di un’opa su tutto il capitale di Gemina, in modo da dividere i suoi azionisti e ottenere in maniera più rapida e probabilmente più economica il controllo degli aeroporti romani.
Su questo almeno sembra avere speculato negli ultimi giorni il mercato. Nel frattempo i due eserciti si contano e, sicuramente, dietro le quinte valutano le offerte dei due contendenti.