I dati sulla raccolta di fondi comuni e sicav pubblicati ieri da Assogestioni confermano un trend ormai in atto da mesi. La raccolta netta nel mese di maggio è risultata ancora negativa per 3,6 miliardi. A pesare soprattutto le performance deludenti di fondi azionari e obbligazionari che registrano una raccolta negativa rispettivamente per 2,2 miliardi e per 3,1 miliardi di euro. Spiccano invece gli andamenti ancora positivi di fondi hedge e fondi esteri. Può sicuramente essere utile valutare questi dati insieme a un operatore del settore per trarne una prospettiva di più ampio respiro. Paolo Martini, direttore marketing e comunicazione di Azimut (in foto), ha accettato di esaminare con noi gli ultimi dati.
Che considerazioni trae dagli ultimi dati pubblicati da Assogestioni?
Gli ultimi dati confermano l’andamento degli ultimi mesi. La crescita delle società indipendenti è un dato oggettivo. In un contesto caratterizzato da forti deflussi si distinguono poche realtà. Il mercato è diventato più selettivo e comincia a premiare la qualità.
Vuol dire che sta cambiando l’atteggiamento degli investitori? La crisi attuale sta portando a una maggiore maturità del sistema del risparmio gestito?
Sicuramente ormai i clienti cercano gestori attivi, lo dimostrano le performance positive, e in controtendenza, di hedge e fondi flessibili. I risparmiatori cominciano a comprendere vantaggi di una gestione più dinamica e meno tradizionale. Il mercato azionario positivo da 5 anni e quello obbligazionario caratterizzato dalle incertezze che sappiamo spingono d’altra parte in questa direzione.
Ci sono altri fattori che stimolano gli investitori a una maggiore attenzione?
Il tema dell’indipendenza del gestore come garanzia di trasparenza e qualità secondo me è molto importante e lo dimostrano i numeri e i risultati. D’altra parte probabilmente in uno scenario in cui vengono ancora proposti certificati o prodotti strutturati che non sempre sono molto chiari per l’investitore e in alcuni casi anche molto costosi, si capisce come alla fine la trasparenza diventi un valore importante.
Vuol dire che il mercato sta maturando?
Di certo il cliente si è fatto più attento, ma non dobbiamo nasconderci che ci sono ancora molte difficoltà e che ci vorrà del tempo.
I cambiamenti in atto del quadro normativo europeo e nazionale sono un incentivo a questa evoluzione del mercato?
Senza dubbio la direttiva Mifid e le altre norme anche nazionali che incoraggiano la trasparenza hanno un ruolo importante in questo quadro; ma, anche se bisognerà ancora aspettare un po’, il trend è quello giusto.
Un’ultima domanda, fino a qualche mese fa si è parlato di portare dal 12,5 al 20 per cento, la legge adesso sembra un po’ essersi arenata, ma sicuramente ci saranno state delle reazioni negli investitori più importanti. Anche le performance dei fondi esterovestiti sembrano dimostrare una certa attenzione alle modalità con cui si potrebbe ovviare al problema di un carico fiscale maggiore sulle plusvalenze. Voi avete registrato qualche cambiamento in questo senso?
In questo mondo gli investitori sono molto prudenti e sicuramernte cercano di ottimizzare e massimizzare le proprie scelte dato il contesto di riferimento.
fingi
09 giu 2007 - 12:09 - #1maledette banche ,vi siete gia magnate il tfr degli italiani,che volete ancora? Il sangue? Ovvio che le gente non si fida di voi, non vi darò + soldi e fa bene!