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Enìa: +7% e la matricola ha più forza per una fusione

Pubblicato: 10 lug 2007 da Ferry Boat

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Spumante a Piazza Affari per il debutto di Enìa, la multiutility più corteggiata d’Italia. Sbarcata oggi sullo Star la matricola guidata da Andrea Allodi (presidente) e Ivan Strozzi (amministratore delegato) incassa in queste ore il 7% circa portando il titolo a quota 10,8 euro per azione. Già il collocamento aveva dimostrato un certo interesse con un’offerta pubblica globale coperta per 7 volte, anche se gli investitori non si erano mostrati particolarmente generosi e il prezzo si era fissato a 10,1 euro battezzando la matricola a Milano con un capitalizzazione da 1,039 miliardi di euro.

In compenso il mercato sembra apprezzare notevolmente la debuttante e oggi compra nonostante a piazza Affari gli indici non sembrino proprio promettenti. I successo dell’Ipo ha spinto il presidente Allodi a sbilanciarsi su un argomento su cui finora la compagnia parmigiana aveva nicchiato: fusioni e acquisizioni. “Aem-Asm è una delle opzioni - ha dichiarato Allodi - prima devono farci vedere il piano industriale, cosa faranno di Edison e di Endesa e pi dipende da cosa ci daranno”.

L’altra possibilità, lo sanno tutti, è invece Hera, impegnata ormai da mesi in uno strenuo e sfortunato corteggiamento. Sull’ipotesi bolognese quella milanese ha però un vantaggio che è costituito da Delmi, la cui quota del 15% è costata 275 milioni a Enìa ed è vincolata a un’opzione che permetterebbe ad Aem di rilevarla nel 2008 all’85% del fair value.

Si tratta di un’opzione che al nuovo socio bresciano di Aem, Asm è sempre piaciuta. Renzo Capra, ex numero uno di Asm, parla di Enìa da un pezzo e ha ricordato l’argomento anche durante la presentazione della fusione con la multiutility milanese. Giuliano Zuccoli (presidente di Aem ed Edison) però si è mantenuto sempre molto freddo in proposito. Comunque vada oggi a Milano Enìa ha dimostrato di essere stata molto lungimirante e le stesse parole di Allodi sono una chiara rivendicazione del peso che accresciuto della matricola in ogni eventuale trattativa di fusione.

Un argomento importante a favore della quotazione è stato senza dubbio l’elevato rapporto debt/equity: a 1,22 è il maggiore fra le italiane ed è seguito solo dalla Aem Milano prefusione piazzatasi a 1,17. Un debito pesante da 550 milioni (a fine 2006) dovuto in parte all’incursione in Delmi, ma destinato a ridursi con le somme prese dalla quotazione. Bisogna anche dire che il periodo appena trascorso ha un po’ affondato il settore che nel primo trimestre ha fortememente risentito del caldo inverno appena trascorso.

In generale la società appare comunque sana e anche i dati del 2006 mostrano sostanziosi ricavi da 1,2 miliardi e utili da 27,1 miliardi di euro. Fra i progetti un’estensione del ramo del downstream del gas e nuovi rapporti con fornitori e distributori del metano. Probabilmente del progetto fa parte anche Edison la società controllata da Edf e Delmi della quale un pezzettino è anche, per ora, a Parma.

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