
Nuovi retroscena della vicenda Italease. Libero Mercato di ieri ha formulato un’accusa che coinvolge anche la Banca d’Italia. Secondo l’inserto diretto da Oscar Giannino “dal giugno 2003 al 13 dicembre 2006 Italease ha venduto derivati senza avere le autorizzazioni previste dalla legge bancaria. Ovvero: per tre anni la Banca d’Italia non ha notato che Italease non aveva mai chiesto l’autorizzazione per collocare strumenti derivati”. Se questa accusa si dimostrasse vera i contratti siglati fino a oggi dai clienti della banca potrebbero anche essere annullati (con le relative perdite), ma sulla questione rimane ancora qualche interrogativo.
Raggiunta al telefono la Banca d’Italia non conferma né smentisce questa clamorosa svista e si limita a dichiarare che nell’articolo in questione ci sarebbero delle imprecisioni ribadendo di seguire con “la massima attenzione” la vicenda collegata a Banca Italease. L’istituto guidato da Mario Draghi ricorda inoltre un intervento di qualche giorno fa del Governatore nel quale si condanna la condotta di Banca Italease e ricorda delle ispezioni avvenute a gennaio dalle quali emersero diverse irregolarità. Sull’autorizzazione a vendere derivati che latiterebbe da addirittura tre anni rimane però un rigido e sostanziale no comment.
Nel frattempo c’è chi si spinge ben oltre le accuse e si rivolge direttamente a un tribunale: è il caso dell’Adusbef. L’associazione che difende gli utenti dei servizi bancari e finanziari ha infatti denunciato con un esposto, anzi due, banca Italease, il collegio sindacale, la Consob e Banca d’Italia per omessa vigilanza, insider trading, aggiotaggio e truffa. Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef al telefono si spinge anche oltre e commenta lo scandalo Italease spiegando che Banca d’Italia “non si sa, come al solito, che faceva” e aggiunge che “in Italia ci sono troppi banchieri truffatori a piede libero autorizzati… a cominciare da Mario Draghi”.
In effetti ci sono malumori e persino rancore fra gli investitori che hanno acquistato gli interest rate swap incriminati. Molti non sapevano neanche cosa stavano comprando e inoltre appena emerse le perdite Banca Italease ha chiesto i pagamenti (spesso ingenti) entro otto giorni. Se non si pagava poi si rischiava che la banca si rifacesse direttamente tramite gli altri crediti dello sfortunato cliente. Quella che doveva essere un’assicurazione per proteggersi dal rischio tassi d’interesse insomma ha fatto perdere molto più denaro di quanto se ne sarebbe perso non assicurandosi. D’altra parte per farsi un’idea basta dare un’occhiata alle lettere inviate al Sole 24 Ore o al forum indetto dalla stessa Adusbef sull’argomento. Di certo il caso è destinato a trascinare in tribunale molta gente e molte istituzioni.
dino
26 lug 2007 - 09:01 - #1come dalema tutti furbetti….