Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo
Chi si aspettava un deciso intervento del governo statunitense per scongiurare una crisi che dal comparto immobiliare è passata a quello creditizio e rischia di espandersi ancora sarà probabilmente rimasto deluso.
“Il governo avrà un ruolo maggiore per aiutare i cittadini a mantenere le case ma non ha il compito di predisporre piani di salvataggio per gli speculatori” ha dichiarato Bush nel discorso di presentazione del piano di riforme volto a trovare una soluzione alla crisi dei mutui ’subprime’. L’obiettivo è di rendere questo mercato “più trasparente, più accessibile e più giusto”.
Tuttavia “interventi massicci del governo renderebbero il problema ancora peggiore” ha dichiarato il presidente americano. In questo senso si è espresso anche il governatore della Federal Reserve Bernanke, secondo il quale “non è responsabilità, nè sarebbe appropriato, per la Fed, proteggere istituzioni finanziarie e investitori dalle conseguenze delle loro decisioni”.
Questo non significa tuttavia che la banca centrale americana non sia disposta ad utilizzare gli strumenti in suo possesso per tentare di arginare una crisi che comunque, secondo le parole di Bush, sarebbe “modesta” in rapporto all’economia Usa.
Dopo le iniezioni di liquidità che hanno riversato sui mercati finanziari circa 125 miliardi di dollari a partire dal 9 agosto, la Fed “è pronta a ulteriori azioni, se necessarie”, al fine di limitare “gli effetti negativi” della recente crisi creditizia sull’economia a stelle e strisce.In molti in realtà si attendevano da parte del numero uno della Fed anche qualche indicazione sulle prossime mosse in materia di tassi di interesse. A giudizio di alcuni operatori, potrebbe essere prossimo infatti un nuovo taglio del costo del denaro, dopo quello di mezzo punto deciso a metà agosto. Bernanke d’altra parte ha lasciato la porta aperta a questa ipotesi: “le incertezze sullo scenario congiunturale sono aumentate” ha dichiarato, ricordando che la Fed “guarderà con molta attenzione i dati in arrivo dall’economia”.
E intanto le Borse, dopo una reazione alquanto fredda alle parole di Bush e di Bernanke, hanno ripreso fiato, proseguendo il recupero in atto dai minimi di due settimane fa. L’odierna festività del Labour Day porterà consiglio: alla riapertura si potrà capire se il peggio sia ormai alle spalle e si potrà tornare a guardare di nuovo positivamente ai mercati.
lando
04 set 2007 - 14:55 - #1w juve