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Acotel e il futuro della telefonia mobile

Pubblicato: 15 mar 2006 da Ferry Boat

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Il padre di SMS e MMS, Claudio Carnevale, CEO della società Acotel, espone sul Corriere della Sera il suo punto di vista riguardo al futuro del sistema UMTS e della televisione sul cellulare.

Carnevale, a differenza di altri analisiti del mercato, non creda che il rilancio del mercato della telefonia mobile avverrà grazie ai nuovi cellulari UMTS (United Mobile telecommunication Systems), dal momento che l’unico linguaggio destinato ad imporsi è il protocollo Internet. E l’idea della tv traslata sul cellulare si potrebbe rivelare un’enorme flop:

“Non credo che la tivù mobile avrà un grande successo. Potrebbe rivelarsi un’altra grande illusione. Gli schermi dei telefonini sono troppo piccoli per vedere bene la tivù. Piuttosto sono convinto che le reti per la tivù mobile - le reti diffusive di standard Dvb-H (Digital Video Broadcasting-Handheld) - potranno trasmettere la maggior parte dei servizi multimediali Ip richiesti dagli utenti. E queste reti offrono un enorme vantaggio: sono molto meno costose di quelle Umts.”

“Credo che anche nel mobile alla fine vincerà il VoIp (Voice over Ip), ovvero i servizi di fonia con standard Internet. E la voce non passerà tanto dai canali dell’Umts ma dalle reti senza fili Wi-Fi, che si collegano poi alla rete fissa. Le chiamate costeranno molto di meno grazie al Wi-Fi e alla rete fissa.”

La sua visione si scontra con le strategie di alcune grandi case produttrici come Nokia, ma vi sono altrettanti nomi, come Nec, che la pensano allo stesso modo. Acotel, dal canto suo, sta sviluppando un software aperto che permetterà ai mobile di utilizzare i linguaggi Internet.
Già quest’anno è previsto il lancio dei primi modelli di cellulari che usano Dvb-H e Wifi, e gli auguriamo che i suoi pronostici siano veritieri perchè, come rivelato su SoldiOnline, i tecnologici sono i titoli che hanno deluso maggiormente dalla quotazione, e Acotel non fa eccezione.

Non è andata meglio ai sottoscrittori di Acotel. Dai 54 euro del collocamento, avvenuto a inizio agosto del 2000, il titolo ha perso il 74,3 euro, chiudendo venerdì a quota 13,866 euro. Eppure, nei primi giorni di quotazione, Acotel aveva dato ottimi risultati. Il 20 agosto di quell’anno, infatti, il titolo aveva toccato il massimo storico a 161 euro. In altre parole, il valore dell’azione era triplicato in pochi giorni. La corsa è durata poco e Acotel ha iniziato a perdere costantemente terreno da quel livello. Le difficoltà del settore non hanno favorito la società e il valore del titolo è sceso fino agli 11,72 euro del luglio dello scorso anno. Anche per i sottoscrittori di Acotel che avessero mantenuto in portafoglio il titolo fino a oggi c’è stata la consolazione di un dividendo, anche se la cedola di 40 centesimi è datata 2003.

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