Si annuncia complicato il collocamento del 9,39% di Mediobanca in mano a Unicredit, obbligata a cederlo per ottemperare alle disposizioni dell’Antitrust che in tal modo darebbe il suo via libera alla fusione con Capitalia.
L’Authority ritiene che solo gli aderenti al patto di sindacato possano ottenere ulteriori quote della banca e comunque “solo nella misura in cui non abbiano legami diretti o indiretti con Unicredit e non siano partecipati da Mediobanca o Generali”. Secondo il presidente dell’Antitrust Catricalà peraltro “l’ideale sarebbe che non vi fossero in Piazzetta Cuccia soci concorrenti della partecipata Generali Assicurazioni così da non poterla condizionare. Mentre oggi ci sono Fondiaria-Sai, Mediolanum, Groupama”.
Le quote che Unicredit si appresta a cedere fanno gola anche ai gruppi Benetton e Fininvest: il primo si candida ad acquisire circa il 2% mentre il gruppo del Biscione, che già detiene l’1,06% di Mediobanca, comprato a partire dal febbraio di quest’anno, potrebbe acquistarne un ulteriore 0,9%.
L’operazione, visto che il patto parasociale non prevede che i soci possiedano delle quote azionarie al di fuori della quota sindacata, porterebbe fra l’altro all’allargamento della quota vincolata al patto della merchant bank dall’attuale 47,94% al 49%. Fininvest sarebbe infatti costretta ad apportare all’accordo anche la quota già in suo possesso.