Enel prepara l'opa russa

Scritto da: -

enel ogk-5 yukos acuisizioni opa fulvio conti offerta espansione

Riceviamo da Stock Angel e con piacere pubblichiamo

Buona performance oggi per Enel. A Piazza Affari il titolo della società guidata da Fulvio Conti registra un rialzo dell’1,55% e si porta a quota 8,15 euro, sulla scia delle buone notizie provenienti dalla Russia. Oggi il colosso dell’elettricità ha messo un altro tassello importante nel processo di espansione all’estero avviato l’anno scorso e ha acquisito un ulteriore 7,15% della russa Ogk-5.

L’operazione, comunicata in giornata al mercato, è stata condotta dalla controllata Enel Investment Holding. L’accordo vale circa 304 milioni di euro e ha permesso a Enel di avere adesso una quota di Ogk-5 pari al 37,15% del capitale.

Costituita nel 2004 Ogk-5 è una delle sei società russe di generazione elettrica destinate alla privatizzazione dopo le smebramento e la liquidazione di Yukos. Fra gli asset di rilevo che la nuova controllata di Enel porta in dote spiccano quattro centrali termoelettriche situate in diverse regioni della Russia.

A breve sarà lanciata un’opa sull’intero capitale di Ogk-5 in quanto la legislazione russa, come quella italiana, prevede l’obbligo di offerta pubblica di acquisto al superamento della soglia del 30% del capitale.

Secondo la legislazione russa, nell’opa il prezzo di ogni azione Ogk-5 non potrà essere inferiore a 4,4275 rubli, il prezzo più alto cioé corrisposto dall’acquirente negli ultimi otto mesi.

Enel si appresta quindi a diventare la prima società estera ad avere il pieno controllo di una utilitity russa, anche se il prezzo che paga per questo “privilegio” non è senz’altro a sconto. In questo tipo di operazioni, infatti, il prezzo di riferimento è di solito calcolato sui kilowattora di capacità. Enel in pagherà 690$ per kilowattora: un prezzo alto se si considera che il prezzo medio risulta essere pari a 500 dollari, anche se in un passto recente la tedesca E.On è arrivata a pagare la cifra record di 750 dollari.

In ogni caso è normale dover corrispondere un premio per ottenere il controllo di una compagnia e, in un ottica strategica, appare un operazione quasi obbligata considerati “i limiti” che l’Antritust impone alla società italiana sul mercato interno.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!