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Eni: utili in calo, ma Scaroni è ottimista

Pubblicato: 31 ott 2007 da Ferry Boat

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Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo

Utili in calo per Eni. Il colosso energetico italiano ha chiuso il terzo trimestre di quest’anno con utile netto di 2,15 miliardi di euro, in flessione dell’11,4% rispetto al terzo trimestre del 2006. I settori che hanno sofferto maggiormente sono stati l’Exploration & Production e il Refining & Marketing. Nel primo ha impattato negativamente sui risultati da un lato l’apprezzamento del 7,9% dell’euro nei confronti del dollaro e dall’altro la minore produzione venduta unita ai maggiori costi e ammortamenti sostenuti. A condizionare i risultati del Cane a sei zampe nel Refining & Marketing è stata invece la flessione dei margini di raffinazione.

Lungi dall’accusare il colpo, l’amministratore delegato Paolo Scaroni ha colto l’occasione per sottolineare come tali risultati confermino “la capacità di Eni di generare solidi risultati anche in uno scenario caratterizzato dall’apprezzamento dell’euro sul dollaro, che ha più che compensato il rialzo del prezzo del petrolio, e dalla flessione dei margini di raffinazione e di commercializzazione del gas”. Il manager resta infatti fiducioso: grazie al rafforzamento “nei suoi mercati di riferimento e nelle aree petrolifere con i più elevati tassi di sviluppo al mondo”, Eni archivierà un 2007 con risultati eccellenti.

Non che si possa dare torto a Scaroni. Eni resta infatti un’azienda con una redditività sostenuta. La società petrolifera continua peraltro ad investire in misura consistente nel suo core business. Nell’ultimo trimestre gli investimenti tecnici relativi allo sviluppo di giacimenti di idrocarburi, all’attività esplorativa, all’upgrading della rete di trasporto nazionale e internazionale del gas e alle raffinerie sono passati a 2,68 miliardi di euro, in aumento del 46% rispetto al terzo trimestre del 2006.

Qualche preoccupazione tuttavia la desta il brusco arretramento dei profitti del colosso che si è trovato però a fronteggiare le continue tensioni locali in Nigeria e la perdita della produzione di Dación in Venezuela, oltre alle fermate non programmate degli impianti e agli inconvenienti tecnici in particolare nel Mare del Nord, anche a seguito dell’incidente alla pipeline Cats nel Regno Unito. Fattori negativi solo parzialmente compensati dal contributo degli asset acquisiti nel Golfo del Messico e in Congo, nonché dalla crescita organica registrata in Libia e in Kazakhstan. Proprio quest’ultimo resta un nodo importante per Eni, che sembra tuttavia destinato a sciogliersi dopo la firma del memorandum con il governo kazako, che prelude al raggiungimento di un accordo già entro la fine dell’anno.

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2 commenti

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  • sandro tonini

    02 nov 2007 - 21:54 - #1
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    Up Down

    Eni: utile netto 9 mesi -9% a 7 mld euro
    Eni ha reso noto di avere chiuso i primi nove mesi del 2007 con ricavi pari a 61.878 mln di euro, in calo del 4,3% rispetto ai 64.689 mln del corrispondente periodo del 2006. La produzione di idrocarburi si è attestata a 1,71 milioni di boe/giorno, in riduzione del 2,9% rispetto ai nove mesi del 2006 per effetto essenzialmente degli impatti negativi degli eventi in Nigeria, delle fermate e dei declini produttivi, nonché della perdita della produzione del giacimento Dación in Venezuela a causa della risoluzione unilaterale da parte della compagnia petrolifera di Stato (PDVSA) del contratto di servizio con effetto dal 1° aprile 2006. Le vendite di gas nel mondo sono diminuite del 3,2% a 68,31 miliardi di metri cubi per effetto della flessione della domanda europea di gas in relazione alle condizioni climatiche eccezionalmente miti del primo trimestre. L’utile operativo è diminuito del 10,9% a 13.702 mln (15.370 mln nei 9 mesi del 2006) e quello adjusted è calato a 13.694 mln da 15.714 mln. L’utile netto di competenza ha segnato un calo del 9% attestandosi a 7 mld (7.697 mln nei primi nove mesi del 2006). L’utile netto adjusted è diminuito del 15,7% a 6,79 miliardi. L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2007 era pari a 11,43 miliardi (+4,66 miliardi rispetto al 31 dicembre 2006) a fronte di un patrimonio netto totale di 43.629 mln (41.199 mln a fine dicembre 2006). “I risultati del terzo trimestre confermano la capacità di Eni di generare solidi risultati anche in uno scenario caratterizzato dall’apprezzamento dell’euro sul dollaro, che ha più che compensato il rialzo del prezzo del petrolio, e dalla flessione dei margini di raffinazione e di commercializzazione del gas. Eni continua a rafforzarsi nei suoi mercati di riferimento e nelle aree petrolifere con i più elevati tassi di sviluppo al mondo. Sono fiducioso che il 2007 sarà per l’azienda un altro anno eccellente” ha dichiarato l’amministratore delegato Paolo Scaroni.

  • riva

    05 nov 2007 - 13:39 - #2
    0 punti
    Up Down

    Se il comunicato lo incolli per intero ti accorgi che i dati pubblicati da Gentle Shark riguardano il trimestre e non i primi nove mesi dell’anno (che sono quelli analizzati dal tuo inserimento). Grazie comunque per l’attenzione.