Manovre Generali: chi difende l'onore di Bernheim

pubblicato: martedì 20 novembre 2007 da riva

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In difesa dell’onore di Antoine Bernheim, presidente di Generali sulla graticola a causa delle critiche al suo operato da qualche mese, sono scesi in campo il Financial Times e lo stesso Stato francese. La Patria gli ha regalato la Legion d’onore alla presenza di René Caron, numero uno del Credit Agricole, e di Jean-Marie Messier, ex guida del gruppo Vivendi.

Il quotidiano britannico ha giudicato invece discutibili gli attacchi sferrati da Algebris alla struttura della corporate governance (passando per critiche all’età e alla remunerazione di Bernheim) e all’influenza di Mediobanca sulle scelte del gruppo. Questi gli argomenti del giornalista Paul Betts. Le prospettive di Bernheim nel gruppo sembrano comunque limitate perché già lui stesso ha dichiarato di non volere rinnovare il proprio mandato dopo la sua naturale scadenza, quindi la richiesta di cambiamenti entro i prossimi tre anni è sostanzialmente inutile perché già prevista. Quanto al ruolo di Mediobanca, maggiore azionista di Generali con una quota del 15,1 per cento, è possibile che una banca con un azionariato e un management tanto divisi sul futuro della banca d’affari debba essere tanto vincolata dalla gestione di un colosso come Generali? Fra l’altro lo sviluppo di quest’ultima deriva in gran parte dalle sue imprese estere e dalla sua capacità di crescere fino a combattere alla pari con i colossi europei Allianz e Axa. In quest’ottica Betts si chiede che senso abbia vincolarsi tanto a Generali.

Visto dall’al di qua delle Alpi sembra il discorso di un extraterrestre che non si è accorto (o voluto accorgere) del fatto che Generali è un gigante irrinunciabile per il sistema finanziario ed economico italiano. A dimostrarlo le notizie degli ultimi giorni e il fatto che il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera hanno rivelato quello che il mercato sospettava da tempo: un braccio di ferro fra Intesa Sanpaolo e Unicredit per la conquista di un maggiore potere a Trieste.

Non a caso a Parigi ieri Bernheim ha parlato di un attacco alla compagnia “che vede coinvolti anche italiani”. Nel frattempo si è scoperto che Intesa Sanpaolo ha investito 50 milioni di euro in Algebris, il fondo che ha lanciato il sassolino nello stagno di Trieste. Poi si è saputo che, tramite il fondo Pioneer, anche Unicredit aveva investito una cifra simile nel fondo guidato da Davide Serra, (Profumo ha dichiarato che si è trattato di una scelta autonoma di Pioneer). Alla fine emerge che circa il 10% di Algebris è in mani italiane e che quindi quel sassolino forse è partito da molto vicino.

Un ruolo non secondario in questa partita potrebbe averlo poi anche il Monte dei Paschi di Siena. Il blitz sull’Antonveneta non sembra avere distratto più di tanto Giuseppe Mussari, presidente di Mps, dalle “partite che contano”. Il Monte dei Paschi ha ammesso infatti di avere investito 10 milioni di euro in Algebris e recentemente la Fondazione che controlla la banca senese ha dichiarato di avere in portafoglio l’1,9% di Mediobanca. Se si considera che il Monte dei Paschi ha una partnership sempre più stretta con il concorrente di Generali Axa, si capisce subito che da questa partita non manca nessun giocatore di rilievo.

A complicare le cose ci si mette anche un articolo del Corriere della Sera di oggi, secondo il quale Tci (The children investment fund), hedge fund già noto al mercato per mosse analoghe a quelle di Algebris su Abn Amro e l’americana Csx, ha fatto un investimento da oltre 440 milioni di euro su Intesa Sanpaolo ed è quindi un socio, seppure minoritario, del gruppo presieduto da Bazoli. In passato la stampa nazionale e internazionale ha evidenziato la vicinanza del fondo Algebris a Tci e sottolineato il fatto che spesso i due hanno operato di concerto in manovre simili a quella di questi mesi su Generali. Nel frattempo il braccio di ferro fra Intesa e Unicredit continua. Una danza che dopo tanti giri porta comunque ai soliti pochi nomi. Resta però da capire chi coglierà fuori posto la fine della musica.

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