Non si placano le polemiche sulla vendita di Alitalia. La compagnia di bandiera, ormai prossima a passare sotto le insegne francesi, apre con molta incertezza il 2008 e, dopo una mattinata in perdita e uno scivolone a quota 0,76 euro, si riporta in chiusura di seduta in territorio positivo e sopra gli 0,8 euro. Secondo indiscrezioni di stampa oggi sarebbero già giunti in Italia i tecnici francesi messi al lavoro da Parigi sulla fusione e il presidente di Air France Klm Jean Cyril Spinetta starebbe già preparando una serie di incontri con politici e sindacati in vista della sua venuta in Italia il 10 di questo mese.
I sei miliardi e mezzo di investimenti previsti dalla compagnia francese nei prossimi anni, l’offerta da 35 centesimi ad azione, i 750 milioni subito e i piani di incremento delle rotte non sembrano però avere calmato le più accese polemiche contro la scelta del Tesoro.
Se infatti secondo diversi tecnici del settore e osservatori indipendenti Air France era l’unica opzione possibile per dimensioni e competenze, per la Lega e per il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, i già annunciati tagli sui voli da Malpensa (14 voli su 17 intercontinentali) sono un dazio troppo pesante per il Nord del Paese.
A poco servono le considerazioni sul fatto che le rotte in questione sono da tempo in perdita, sul fatto che lo scalo di Malpensa non ha i numeri per competere con Fiumicino e con altri scali di peso anche solo italiani. Air France intanto getta acqua sul fuoco e sottolinea il potenziamento dell’aerea business nei propri scali settentrionali. Chiarimenti che però non sembrano placare gli animi. I dubbi sull’operazione vengono anche dall’Olanda dove, secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano La Tribune, qualche malumore sarebbe emerso anche ai vertici di Klm. Intanto i sindacati sembrano già pronti a dare battaglia. Un inizio d’anno quindi davvero critico per Alitalia e intanto il mercato spera che il vettore ricominci presto a volare.
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